LIVE \ Thurston Moore al Teatro Comunale di Ferrara - 07.12.11

Il leader dei Sonic Youth di nuovo a Ferrara, stavolta da solista

di Antonio Lui
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Thurston Moore_live
A prima vista sarebbe potuto sembrare abbastanza strano collocare Thurston Moore nella cornice del Teatro Comunale, memori delle performance dei Sonic Youth del 2005 (con Jim O'rourke) e del 2007 con il tour di Daydream Nation in Piazza Castello. Facendo un piccolo passo indietro, però, possiamo anche limitarci a fare un po’ di storia, andandoci a risentire Murray Street e ancora di più Rather Ripped, dischi che portarono una specie di "normalizzazione" di tipo Post-rock nella band newyorkese. È necessario premettere che nell'ultimo lavoro Demolished Thoughts viene definitivamente abbandonata la fedele jazzmaster a favore di un arrangiamento completamente acustico, assieme ad archi e arpa, in modo da privilegiare totalmente la forma canzone più "pura", anche se non priva di qualche inserto rumoristico di deriva "sonica". Per intenderci, qui siamo dalle parti di Nick Drake e del Beck di Sea Change e Mutations (che, tra l'altro, è produttore e guest star nell'album).

Fatta questa piccola introduzione si arriva all’esibizione vera e propria. In apertura, in attesa della “star” ascoltiamo l’esibizione dei Tall Firs da Annapolis (Maryland), un duo di chitarre elettriche dedito a scritture minimali (tanto per interderci “immaginate un racconto di Raymond Carver filmato da Terrence Malick” ci dice John Quin su artreview.com) ma che non entusiasmano particolarmente il pubblico in sala, anche per l’esibizione un po’ fiacca, forse dettata dall’emozione del Teatro. In sala, non si nota una grande risposta e si registrano in platea due coniugi addormentati e più interesse a recuperare i risultati della serata di Champions League tramite smartphone.

Alle 22 è l’ora di Thurston Moore, che scusandosi per il leggero ritardo, si accorda e parte con le canzoni del nuovo lavoro, che si susseguono ordinate, con arrangiamenti forse ancora più minimali rispetto al disco, ma comunque sempre efficaci. La band di supporto è in gran parte lo stesso che ha dato vita alle atmosfere dell’album, come le ottime Mary Lattimore all’arpa e Samara Lubelski al violino. Nello scorrere della scaletta spesso, in special modo in episodi come Circulations, sembra di ascoltare qualche versione unplugged degli ultimi episodi dei Sonic Youth, ma rimane solo un’impressione che permane per una buona fetta di concerto. A metà serata, però, a compito svolto arriva qualche distorsione direttamente dal 1995, con l’arrivo in scaletta di brani tratti da Psychic Hearts (Queen Bee and Her Pals, Ono Soul, e poi nel finale anche Pretty Bad e Feathers). Al primo encore (che per i profani è il “fuori! fuori!” per far tornare l’artista sul palco) c’è anche la richiesta Moore di accendere le luci in sala per poter vedere in faccia il pubblico, e anche la chiusura noise, assieme a Fri/End (da Trees Outside the Academy) con l’acustica in feedback in faccia all’amplificatore. Forse qualche fan più goloso avrebbe preferito ascoltare qualche hit storica alla “Teenage Riot” e “100%”, ma non credo che possa essere rimasto deluso da quanto visto (e sentito) al Comunale.

08-12-2011 - visite: 6512

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