LIVE \ dEUS all'Estragon 07.12.11

La band belga torna in Italia per presentare il nuovo lavoro

di Edoardo Gandini
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deus

Quarant’anni e non sentirli, potrebbe essere questa semplice frase la giusta recensione del concerto dei Deus di ieri sera all’Estragon di Bologna, ma già che ci siamo andati, cercherò di essere un po’ più rigoroso.
Inizio spettacoli previsto per le 21.30 e, visti i tristi precedenti con la band di Anversa, la puntualità diventa un obbligo; e alle 21.30, infatti, il gruppo spalla SX sta già iniziando a suonare davanti ad un esiguo pubblico di curiosi.
Gli SX, trio belga composto fondamentalmente da due synth, batteria e qualche spruzzata di chitarroni riverberati ed un’ammaliante voce anni ’80, conquistano immediatamente il pubblico bolognese grazie al loro Indiepop danzereccio e alla grande presenza scenica. La bionda cantante Stefanie Callebaut non si da pace per tutto l’arco dell’esibizione, molto breve in realtà ma altrettanto efficace, ballando e saltando come una seducente spiritata e mettendo in mostra una voce tanto delicata quanto diretta. Il batterista, preciso e incisivo neanche fosse una drum machine, sembra quasi estraneo al concerto andando dritto per la sua strada e creando una base perfetta su cui il chitarrista/tastierista costruisce le effettive trame dei brani. Una mezz’ora davvero intensa in cui l’ottimo trio esegue cinque dei brani contenuti nel loro Ep d’esordio, rintracciabile esclusivamente in rete, tra cui la splendida Black Video, diventata una vera e propria hit in Belgio. Consiglio caldamente un ascolto di questi ragazzi, di cui probabilmente sentiremo ancora parlare. Mezz’oretta, dicevamo, per scaldare il pubblico in vista dell’evento principale della serata e, forse, dell’intera programmazione bolognese.
Alle 22.30, accolti con entusiasmo e grande affetto, si presentano sul palco i Deus, ormai abituè italiani con all’attivo almeno un’esibizione all’anno nel nostro paese.
Se il primo brano, The Final Blast, lascia un po’ l’amaro in bocca (se non altro per la tipologia del pezzo, poco adatta ad un’apertura), la doppietta seguente spazza via ogni abbozzo di malcontento con i singoloni The Architect e Constant Now, rispettivamente tratti da Vantage Point e l’ultimo capolavoro Keep You Close. Tom Barman e soci, sempre impeccabili nelle loro elegantissime giacche, si confermano animati intrattenitori, dilettandosi con pad elettronici e studiate mosse ad effetto che aiutano a rendere lo show ancora più godibile. I suoni sono curatissimi e riproducono fedelmente l’ottimo processo di maturazione che li ha accompagnati durante la stesura dell’ultimo lavoro discografico, creando un inconfondibile differenza tra l’esibizione dei brani più recenti e di quelli storici che, comunque, rimangono incredibilmente attuali. Tecnicamente impeccabile e particolarmente vivace, il quintetto belga mette in mostra tutte le sue principali qualità, alternando elaborati brani d’atmosfera con i chitarristici deliri noise, su cui hanno costruito la loro longeva e soddisfacente carriera. Tom Barman, vero leader carismatico del gruppo, si dà da fare per intrattenere al meglio l’appassionato pubblico, lasciandosi andare in pose per i fotografi e interagendo frequentemente con l’altro frontman indiscusso, il chitarrista Mauro Antonio Pawlowski, autore tra l’altro, insieme al bassista Alan Gevaert, di spettacolari cori.

Non è facile eleggere il miglior pezzo della serata, che si divide tra brani nuovi e i maggiori successi passati, ma nel mucchio spiccano sicuramente le nuove Ghost, leggera e palpitata ballata rock, e Twice, ottimo esempio degli intrecci vocali del gruppo, oltre alla meravigliosa Instant Street, eclatante dimostrazione della versatilità del gruppo in cui gli acustici arpeggi della prima parte lasciano posto ad una violenta esplosione dissonante finale.
l concerto dura in totale la bellezza di due ore abbondanti in cui la storica band di Anversa esegue l’ultimo disco nella sua interezza e due o tre brani estratti da ogni altro lavoro precedente, omaggiando il pubblico con ben due encore rispettivamente di quattro e due brani, con un ulteriore regalo rispetto alla scaletta ufficiale: la splendida Suds & Soda, vero e proprio inno della loro carriera, intramezzata dalla presentazione di tutti i componenti del gruppo, miracolosamente invariato da dieci anni a questa parte.
Un live totalmente appagante per un gruppo che, a mio avviso, ha raggiunto quella maturità e consapevolezza che solo vent’anni di carriera possono infondere. Un’esibizione completa sotto ogni punto di vista, che ha accontentato i fan dell’ultima ora e quelli più accaniti con una sorta di set-best of, macchiato unicamente dall’orribile e pacchiana canotta rossa del tastierista che, probabilmente, rientra d’ufficio nella mia top tre delle cose più raccapriccianti viste ad un concerto.
Vi saluto e allego, come di consueto, la scaletta integrale del concerto. A presto

dEUS
1. The Final Blast
2. The Architect
3. Constant Now
4. Oh Your God
5. Slow
6. Second Nature
7. Instant Street
8. If You Don’t Get What You Want
9. Dark Sets In
10. Magdalena
11. Twice (We Survive)
12. Ghost
13. Keep You Close
14. Sister Dew
15. Little Arithmetics
16. Bad Timing
--Bis--
17. The End of Romance
18. Sun Ra
19. Fell Off the Floor, Man
20. Suds & Soda
--2° Bis--
21. Easy
22. Hotellounge (Be the Death of Me)

08-12-2011 - visite: 7413

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