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Jan 09 2012

Dai gol improbabili alle carriere parallele

Il quarto d'ora di celebrità (o forse un po' di più)

di Alessandro Orlandin

I contro-protagonisti dell'annata calcistica 2011


Troppo facile stilare classifiche degli uomini-copertina del calcio mondiale nell’anno appena trascorso. Sappiamo già tutto delle imprese del Barcellona e del Manchester United, di Messi, Ronaldo, Rooney o Ibrahimovic. Il 2011 è stato un anno da ricordare anche per una serie di altri personaggi, di sicuro meno conosciuti, calciatori che non hanno fatto notizia per il loro talento o per essere stati fondamentali nei successi delle loro squadre. Ecco la top-ten dei fatti calcistici più inusuali dell’anno solare 2011, messa insieme dal magazine inglese Inside Futbol.

1 - Il difensore giapponese Ryujiro Ueda ha stabilito un nuovo record mondiale nel 2011, segnando con un incredibile colpo di testa da 58,6 metri in una partita della seconda serie nipponica tra il Fagiano Okayama e l’FC Yokohama. Curiosamente, lo straordinario gol di Ueda è stato realizzato appena un mese dopo quello messo a segno da Jone Samuelsen dell’Odd Grenland, nel campionato norvegese. Samuelsen aveva realizzato con un colpo di testa da 57 metri, un record che di certo non ci si aspettava venisse battuto, men che meno così velocemente.

2Mannaerts Jozef Mannaerts giocò nel Racing Mechelen nel massimo campionato belga nella stagione 1951/1952. Da attaccante segnò più di chiunque altro in quell’annata, ma nessuno se ne è accorto fino al 2011 quando Brian Nackaerts, un tifoso locale, ha scoperto un errore vecchio di cinquantanove anni. Fu infatti Mannaerts, con 25 gol fatti, e non Rik Coppens del Beerschot (che ne fece 23) ad aggiudicarsi la palma di capocannoniere in quella stagione. Grazie alle ricerche di Nackaerts, Mannaerts ha ricevuto – alla bella età di 88 anni – il premio che gli spettava. “Sapevo di aver segnato molto quell’anno – ha detto l’anziano – ma all’epoca nessuno teneva conto di questo genere di cose. Sono il primo a esserne sorpreso”.
american samoa
3 – Con le sue trenta sconfitte consecutive e i 299 gol subiti, è difficile trovare una squadra più debole della nazionale delle Samoa Americane. Tuttavia nello scorso novembre i samoani hanno centrato una storica vittoria contro Tonga nelle qualificazioni verso la Coppa del Mondo 2014. Ma non è l’unica ragione per cui la squadra è entrata nel libro dei record: al centro della difesa samoana infatti ha giocato Johnny Saelua, giocatore che è diventato il primo transgender della storia di questo sport. Il 23enne appartiene alla stirpe fa’afafine, un gruppo etnico che nella cultura delle Samoa è definito come dotato del “terzo genere”. Pare infatti che i fa’afafine presentino contemporaneamente tratti maschili e femminili.
de falco
4 – Dal calcio professionistico ai set di film-hard gay: questo è il percorso intrapreso dal difensore belga Jonathan De Falco. A 27 anni il giocatore ha lasciato il suo club (Racing Mechelen, in terza serie) per entrare nel mondo della pornografia. “Ho subito troppi infortuni – ha spiegato De Falco – e la mia carriera era indirizzata verso il nulla”. Il difensore ha assunto il nome d’arte di Stanley Falcone: “è cominciato tutto per gioco, ma adesso grazie a questa scelta sono diventato molto famoso, persino negli Stati Uniti”.

5vonlanthenNell’estate del 2011 l’attaccante svizzero Johan Vonlanthen (qualcuno lo ricorderà con la maglia del Brescia) ha firmato un contratto con la formazione colombiana dell’Itaguì. Da grande fedele della chiesa avventista (una branca della cristianità protestante che ha come tratto distintivo l’osservanza del sabato come giorno di riposo) ha scelto una squadra che per scelta non gioca mai nel giorno sacro. “Ho messo Dio davanti al denaro” ha dichiarato Vonlanthen. C’è da credergli visto che prima di trasferirsi in Colombia l’attaccante giocava nel Red Bull di Salisburgo, dove guadagnava 800mila euro a stagione. Il contratto con l’Itaguì ne prevede solo 35mila.
van diermen
6 – Kevin van Diermen è il primo calciatore professionista ad aver portato il suo ex-procuratore, Aleksandar Bursac, di fronte alla corte d’arbitrato. Il difensore olandese ha chiesto 100mila euro di danni a Bursac per un presunto errore commesso dall’agente durante le negoziazioni per il suo nuovo contratto con il Vitesse. Bursac ottenne un salario migliore per Van Diermen, portando la sua paga da duemila a quindicimila euro all’anno. Tuttavia il contratto prevedeva che il giocatore scendesse in campo almeno venti volte in una stagione. Dopo che un infortunio ha costretto Van Diermen a riposo per gran parte della stagione, il giocatore ha chiesto un risarcimento a Bursac. La Federazione Olandese ha respinto il ricorso.

7 – Ad aggiudicarsi facilmente il premio per l’espulsione più bizzarra dell’anno è senz’altro il giocatore dilettante australiano Aaron Eccleston: gli è stato mostrato un cartellino rosso per il fatto di portare un piercing ai genitali. L’arbitro si è accorto della cosa solo dopo che Eccleston è stato colpito alle parti basse durante una partita e ha dovuto momentaneamente abbandonare il campo. Stando alle regole che impongono ai giocatori di non indossare alcun tipo di orecchino o piercing per ragioni di sicurezza, l’ufficiale di gara ha mandato negli spogliatoi Eccleston, lasciando in dieci la sua squadra, i Melbourne Old Hill Wanderers.

8 – Nel pensare a grandi realizzatori il nome di Aleksandrs Cekulajevs non è esattamente il primo a venire in mente. Fatto sta che il giocatore lettone sembra sapere il fatto suo quando si tratta di metterla dentro, come dimostra il suo score di quarantasei gol fatti in trentacinque partite giocate. Il bomber del Trans Narva ha stabilito un nuovo record nel massimo campionato dell’Estonia, battendo quello di Tarmo Neemelo che ne aveva segnati quarantuno nella stagione 2005. Imprese del genere non sono inusuali per il 25enne attaccante, visto che nella stagione precedente era riuscito a segnare cinquantuno gol in trenta partite nella seconda divisione lettone con la maglia dell’Auda Riga. Si tratta della miglior performance di sempre da parte di un attaccante dei paesi baltici.
fcsion
9 – Come può un club diventare famoso senza aver mai alzato un trofeo? L’architetto svizzero Christian Costantin conosce la risposta: iniziare una battaglia legale contro l’UEFA che potrebbe rivoluzionare il calcio almeno quanto fece la sentenza Bosman. La disputa tra il proprietario del Sion e il massimo organismo calcistico europeo è passato dai tribunali sportivi a quelli civili della Svizzera. La FIFA ha minacciato di cancellare il paese elvetico dalla mappa del calcio mondiale, ma questo non ha fermato Constantin. Il Sion è attualmente il nemico pubblico numero uno per UEFA, FIFA e SFL (la federazione calcistica svizzera). Eroe o babbeo?
galway
10 – Nella stagione 2009/2010 Sean Connor è riuscito a mantenere il Galway United nella prima divisione irlandese. Se l’allenatore avesse avuto a disposizione una sfera di cristallo avrebbe di sicuro lasciato il suo incarico mentre era nel suo momento migliore: la campagna 2010/2011 per il Galway è iniziata con un record di ventidue sconfitte consecutive, serie che ovviamente è costata a Connor il suo posto in panchina. Dal 15 aprile al 9 settembre la squadra non è riuscita a cogliere un singolo punto ed è retrocessa in quella che è diventata la peggior stagione di sempre per una squadra del massimo campionato irlandese. La stagione dei Tribesmen si è conclusa con sei punti totali, venti gol fatti, 115 subiti.

Scritto da: Alessandro Orlandin

Data: 09-01-2012

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