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Feb 17 2012

Breve dissertazione sulle nuove divise della nazionale

La Germania torna al verde (per rimanere ricca e vincente)

di Alessandro Orlandin

Perché probabilmente la tradizione qualcosa conta

"Il calcio è un gioco molto semplice, dove ventidue uomini rincorrono un pallone e, alla fine, vincono i tedeschi".
Gary Lineker


germania_verde1 Dare addosso alla Germania va piuttosto di moda ultimamente: Angela Merkel e relativi concittadini vengono fatti passare come crudeli manipolatori dell’economia europea dall’alto della loro posizione dominante. Tanto che ad Atene di recente sono state addirittura bruciate delle bandiere tedesche durante le manifestazioni di piazza. Qualcosa di inedito prima d’ora. Meglio non entrare nel merito di queste spinose questioni e parlare della Germania per altri ragioni: di recente la DFB (Deutscher Fussball Bund – Federazione Calcistica Tedesca) ha presentato la divisa alternativa della nazionale per i prossimi campionati europei da svolgersi in Polonia e Ucraina. È verde ed è magnificamente tradizionale. Fatto strano per un paese generalmente considerato innovatore, ma Adidas – arcinota multinazionale tedesca che dal 1954 fornisce le divise alla nazionale – dimostra di saper toccare le corde delicate della nostalgia applicata al presente. Il colore verde torna sulle maglie della selezione tedesca dopo ben quattordici anni di attesa. Mentre il completo da gioco principale non si è mai discostato troppo dal canonico bianco-nero con inserti rossi e gialli, la seconda divisa è cambiata spesso dagli anni Ottanta a oggi: si è passati da declinazioni fantasiose come quelle del biennio 1988-1990 a inediti completi rossi in quello 2006-2008. Personalmente ricordo bene il momento in cui scoprii dei tedeschi in maglia verde: a metà anni Novanta durante una partita a Sensible Soccer giocata da un mio cugino. Mi interrogai senza trovare spiegazioni, nella beata ingenuità dei miei dieci anni.
germania_verde2
La storia in effetti è degna d’essere raccontata: leggenda vuole che il completo verde sia stato adottato per la prima volta nel 1954 in omaggio alla Repubblica d’Irlanda, prima nazionale a disputare un’amichevole sul suolo tedesco dopo gli orrori della guerra. Storia suggestiva, ma non è così: la prima partita internazionale dopo la dismissione del regime nazista fu quella contro la Svizzera. E il verde viene dal logo della DFB che appunto è di colore verde in onore dei colori del campo da calcio. Tutto lineare e poco fantasioso, in sintonia con gli stereotipi teutonici. C’è però chi fa notare come la partita con l’Irlanda possa aver comunque rivestito una certa importanza nel consolidare la popolarità del verde: a differenza della Svizzera – rimasta neutrale - l’Irlanda faceva parte della lista di paesi attaccati dalla Germania nazista (seppure per errore, pare) durante il secondo conflitto mondiale. Un segnale di distensione molto gradito dai tedeschi.

germania_verde3 Alla maglia verde è legato un ricordo particolarmente felice per la Germania, al tempo Ovest: la vittoria del primo campionato europeo nel 1972 contro l’Unione Sovietica. Un dettaglio che Adidas ha scelto ovviamente di sfruttare, facendo stampare all’interno delle maglia la dicitura: “1972 – L’inizio di una storia di successi; 2012 – Un nuovo capitolo aspetta di essere scritto”. Sarà sicuramente un caso, ma da quando il verde è finito nel cassetto la nazionale tedesca non ha più vinto nulla, pur combattendo con onore in diverse occasioni. Di certo la federazione ci penserà su prima di dare ascolto a chi consiglia di provare diverse combinazioni cromatiche: come nel 2005 quando l’allora commissario tecnico Jurgen Klinsmann riuscì a convincere i dirigenti della DFB della necessità di vestire una seconda divisa prevalentemente rossa, addirittura insistendo perché diventasse la principale. L’ex bomber di Inter e Bayern Monaco sosteneva, sulla base di ricerche statistiche, che le squadre vestite di rosso avessero più possibilità di successo rispetto alle altre. La storia sembra avergli dato torto e così ecco l’Adidas tornare alla carica con il verde e lo slogan “Leidenschaft und tradition – Passione e tradizione”. Musica per gli orecchi di ogni tifoso.


Scritto da: Alessandro Orlandin

Data: 17-02-2012

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