sei in OcchiAperti.Net > Benvenuti nella nuova sezione Cinema! > Recensioni > Quasi Amici
Quasi Amici
Lo straordinario caso cinematografico francese, ora in Italia.
Una strana amicizia ben raccontata dal duo Nakache-Toledano
Un film di Olivier Nakache, Eric Toledano.
Con François Cluzet, Omar Sy, Anne Le Ny, Clotilde Mollet
Titolo originale: Intouchables.
Commedia, durata 112 min. Francia 2011


intouchables Philippe Pozzo di Borgo, erede di duchi e di marchesi, tetraplegico benestante, e il suo assistente algerino Yasmin Abdel Sellou sono "la storia vera" che ha ispirato il film. Diretto da Olivier Nakache e Éric Toledano, la pellicola ha spopolato in Francia, dove ha quasi superato il record del precedente “Giù al Nord” del 2008. È tratto dal libro “Le Second Souffle” (in italiano “Il diavolo Custode”), di cui l'autore è lo stesso Philippe.

È Francois Cluzet ad indossare i panni e gli handicap di Philippe che, dopo aver perso Beatrice, la donna della sua vita, ha perso anche l'uso del proprio corpo dal collo in giù durante una discesa in parapendio. Avendo bisogno di un assistente fisso che lo aiuti con tutto, Philippe organizza una serie di colloqui di lavoro alla ricerca della persona adatta e - tra gli incapaci e i saccenti - sarà Driss, ragazzo cresciuto in periferia con trascorsi in prigione, a suscitare la curiosità dell'uomo che decide di assumerlo in prova. Il giovane intraprendente e ironico in realtà era lì solamente per la possibilità di ottenere un sussidio di dissocupazione, ma instaurerà una forte amicizia con l'uomo, di cui, a volte, dimentica anche la condizione. Potrebbe sembrare difficile trattare un argomento delicato come la perdita delle funzioni del corpo, dal momento in cui la paralisi rende la persona prigioniera di se stessa, a volte chiedendo alla mente di evadere dalla gabbia del corpo, invece tutto il dolore passa in secondo piano.

L'ironia dei due protagonisti è talmente coinvolgente da non far sentire in colpa lo spettatore che ride di una disabilità ma riesce a invalidarla, renderla quasi invisibile, permettendo al pubblico di vedere l'uomo, non la malattia. La preoccupazione dei parenti dell'uomo è che Driss non è un infermiere, non è uno studioso, ma solo un giovane con un passato da delinquente. Tuttavia quanto può importare il passato a Philippe quando ormai quel ragazzo è diventato prolungamento del suo corpo? È la sua umanità a renderlo differente da qualsiasi altro, la sua capacità di capire cosa fare e come farlo. Sembra che l'incontro di queste due vite totalmente differenti rigeneri entrambi, così da donarsi serenità a vicenda e con la spinta di Driss, che scopre la relazione epistolare di Philippe con Eleonore, porterà anche l'amore. Ironico sino all'ultimo minuto, con una varietà musicale che va da Vivaldi ai Kool and the Gang, questo film è un inno alla vita, all'amore e all'amicizia.

Chiara Ricchiuti
visite: 12244

Condividi questa pagina:



>> torna alla home di OA
le ultime della redazione cinema
documento conforme agli standard XHTMLDocumento conforme agli standard css