LIVE \ Giardini di Mirò alla Sala Estense 22.03.2012

La storica band presenta in anteprima nazionale il nuovo Good Luck a Ferrara Sotto le Stelle

di Edoardo Gandini
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giardini di miro

Il Post-Rock è morto, viva il Post-Rock!

Sembrano passati secoli dalle sonorità post-rock di Rise and Fall of Academic Drifting, quando i Giardini di Mirò si affacciavano per la prima volta al grande pubblico con la loro innovativa idea di musica, fino a quel momento quasi totalmente ignorata in Italia; ed effettivamente quindici anni non sono pochi, soprattutto se si parla di musicisti che hanno costruito la propria sensibilità artistica sulla continua evoluzione sonora, senza, però, strizzare l’occhio alle innumerevoli correnti, o mode, che nell’ultimo ventennio hanno spesso tratto in inganno gran parte degli artisti indipendenti italiani. Quest’onestà stilistica riecheggia nei nuovi brani come naturale evoluzione di un genere che, chiaramente, non può più essere imbrigliato nel restrittivo contenitore del post-rock, ma che nemmeno ci si discosta in maniera decisa, dando la netta impressione di aver di fronte un gruppo che ha saputo evolversi senza però perdere il filo di un discorso iniziato molti anni prima.

Questa impressione è stata chiara e limpida a tutti gli affezionati che, ieri sera, hanno assistito all’anteprima italiana del tour promozionale di Good Luck, partito con i migliori auspici di un sold out (e con quel titolo non poteva essere altrimenti) dalla Sala Estense di Ferrara, nell’ambito della rassegna Data Zero di Ferrara Sotto le Stelle. Il pubblico è quello delle migliori occasioni, composto sia da appassionati che da alcuni tra i più stimati musicisti, soprattutto emiliani; ed anche il clima, intimo e informale, ha contribuito a conferire una dimensione festosa alla serata.

Alle 21.35 si presentano sul palco i Giardini di Mirò, lasciando trasparire un’umiltà quasi al limite dell’assurdo, soprattutto per un gruppo con più di dieci anni di esperienza live alle spalle; ”Vediamo se siamo ancora in grado di suonare” - attacca Jukka Reverberi, mentre da un’ultima accordata alla sua chitarra ed aspetta che tutti gli altri membri prendano posizione. Il primo pezzo in scaletta è proprio Good Luck, brano strumentale che sembra travolgere tutta la sala con una forte carica passionale, grazie alle vaporose aperture di synt e alle insistenti melodie chitarristiche; ”si, siete ancora perfettamente in grado”, sembra essere la risposta che fuoriesce dal roboante applauso successivo. Il primo particolare che salta all’occhio è l’avvicendamento alla batteria, con l’ottimo Andrea Mancìn al posto di Francesco Donadello, membro storico della band; il giovane batterista, però, non fa rimpiangere il suo predecessore, mettendo in mostra una tecnica impeccabile ed un’intesa pressoché perfetta con il resto del gruppo, nonostante si tratti della prima uscita.

jukkaIl concerto si sviluppa su un costante crescendo emotivo con la partecipazione di due ospiti che, aggiunti ai sei membri “ufficiali”, riempiono lo spazioso palco della Sala Estense in tutta la sua superficie: il talentuoso Stefano Pilia e l’imbarazzata Giorgia (di cui non so il cognome), infatti, fanno più volte ingresso sul palco, addolcendo e riempiendo i brani della band. La setlist è, come ci si poteva aspettare, un’esplosiva miscela delle ultime composizioni e di pezzi storici, passando dai delicati arpeggi della nuova There is a Place agli intrecci di tromba e clarinetto di The Swimming Season, miglior brano della serata ed esempio lampante della qualità compositiva del gruppo.

L’esibizione si conclude con un intenso encore di quasi mezz’ora in cui i Giardini di Mirò, accompagnati da Stefano Pilia, ripercorrono due dei più apprezzati successi passati, The Soft Touch of Berlin e A New Start, intramezzati da deliranti improvvisazioni e impetuose scariche soniche che valevano da sole l’intero prezzo del biglietto. Un’ora e tre quarti abbondante di ottima musica in compagnia di uno dei maggiori esponenti dell’alternative rock italiana, per una data che, mi auguro, possa essere di buon auspicio sia per il gruppo che per il festival ferrarese.
Il Post-Rock è morto dunque, viva i Giardini di Mirò!

Salutandovi, allego la scaletta integrale del concerto e vi do appuntamento a domenica, con il report di Mark Lanegan.

Giardini di Mirò
1. Good Luck
2. Spurious Love
3. Pet Life Saver
4. Ride
5. Clap
6. The Swimming Season
7. There is a Place
8. Rome
9. Time On Time
10. Broken By
11. Connect the Machine to the Lips Tower
--Bis--
12. The Soft Touch of Berlin
13. A New Start

23-03-2012 - visite: 6890

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