LIVE \ Motorpsycho & Ståle Storløkken al Bronson 23.04.2012

La storica band norvegese torna in romagna per eseguire "The Death Defying Unicorn"

di Edoardo Gandini
home OA > Musica > Live > Motorpsycho & Ståle Storløkken al Bronson 23.04.2012

The Death Defying Unicorn è una fiaba musicale… progettata per essere suonata ed ascoltata in sequenza, e verrà eseguita nella sua interezza nella prima parte della performance di questa sera… Ci auguriamo che possiate apprezzare questo originale viaggio Motorpsichedelico tanto quanto noimotorpsycho1

Ståle Storløkken, che liberamente tradotto dal norvegese significa: individuo incappucciato che rovina i concerti dei tuoi artisti preferiti, accompagna i Motorpsycho nella fedele rappresentazione della loro ultima opera discografica, The Death Defying Unicorn, concept album dalla marcata atmosfera fiabesca capace di spaziare, con estrema naturalezza, dal progressive metal al jazz, fino ad assumere i tratti di una sorta di folk psichedelico.
Non è possibile, quindi, raccontare questo concerto senza analizzare i due aspetti fondamentali che lo caratterizzano; da una parte i Motorpsycho, gruppo icona del movimento hard rock psichedelico, una sorta di garanzia live, dall’altra The Death Defying Unicorn, disco (doppio disco, come ci hanno abituato nel corso della loro lunga carriera) che si differenzia fortemente dai precedenti lavori, chiamando in causa addirittura la Trondheim Jazz Orchestra e risultando, quindi, difficilmente riproducibile dal vivo (il fatto che lo reputi a tratti noioso è un giudizio puramente personale, condivisibile o meno).

I presentimenti diventano realtà all’ingresso del Bronson quando, insieme al biglietto, viene consegnato un opuscolo intitolato Motorpsycho & Ståle Storløkken perform The Death Defying Unicorn, in cui si racconta dettagliatamente la nascita del nuovo fantasioso progetto. L’unica certezza, a questo punto, rimane il bellissimo attacco del disco, in cui le orchestrali atmosfere “da camera” lasciano spazio ai più incisivi riff di chitarra, tipici della discografia dei Motorpsycho; Ed infatti alle 21.45, con addirittura quindici minuti di ritardo (chi conosce il gruppo capirà la stranezza), i quattro norvegesi fanno ingresso sul palco accompagnati da una registrazione di Out Of the Woods, splendido intro strumentale di archi e fiati, dalla quale sviluppano The Hollow Lands, sette minuti di pura follia compositiva e ritmati crescendo di basso e batteria, conditi da acuti cori di stampo prog-metal.
motorpsycho2
Il disco sarà forse un po’ noioso, ma la band sembra non essere cambiata affatto, riversando tutta la rabbia repressa dell’album sugli eccitati fan, accorsi numerosi al Bronson nonostante si trattasse di un lunedì sera. Lo storico trio diventa padrone del palco in pochi minuti, sovrastando in diverse occasioni l’incappucciato Storløkken che, scherzi a parte, ha il merito di reggere quasi da solo l’atmosfera ricercata dall’esibizione; la foresta sullo sfondo e gli abbigliamenti tipici della letteratura scandinava vengono, infatti, fortemente contrastati da una distesa di Hiwatt che nascondono quasi completamente la scenografia.
L’esibizione procede per circa un’ora e trenta, in cui la band ripercorre in ordine l’ultimo disco nella sua interezza, alternando gli onirici momenti di puro straniamento di brani come Sharks con le impetuose digressioni strumentali degli oltre quindici minuti di Through the Veil, degne dei bei tempi che furono. La prima parte del concerto finisce con la cavalcata progressive Into the Mystic, una sorta di ripresa di The Hollow Lands, come a chiudere la parentesi fiabesca prima del tanto atteso encore.
motorpsycho3
Dopo pochi minuti, infatti, i Motorpsycho si ripresentano sul palco privi di mantelli e cappucci pronti a far scuotere le teste degli affezionati fan (mi viene fatto notare, infatti, che in moltissimi indossano la maglietta del gruppo). Cornucopia riapre le danze, tratto dall’LP (doppio, guarda caso) celebrativo dei vent’anni di carriera sembra trasudare tutta l’esperienza che la band ha accumulato durante la lunga attività, coinvolgendo finalmente il pubblico con i suoi schizofrenici intrecci tra assolo di chitarra e organo (il buon Storløkken si guadagna la pagnotta, anche se a fine concerto verrà additato con i peggiori appellativi) e le cavalcate di basso e batteria; seguono, poi, due immortali successi come Nothing to Say, cantata a squarcia gola dal pubblico, e Feel, inno generazionale che benissimo si presta come chiusura di questo strano concerto.
I Motorpsycho salutano calorosamente il pubblico (sembrano davvero colpiti dall’accoglienza che ogni anno ricevono in Italia) ed escono di scena, lasciando il pubblico diviso sull’effettiva buona riuscita del concerto. I Motorpsycho rimangono probabilmente una delle migliori rock band sulla piazza e l’ottima esecuzione dei pezzi rende ogni esibizione memorabile, ma la scelta di un concept album di questo tipo e del conseguente tour mi lascia tutt’ora stranito.

Due ore comunque godibilissime, in compagnia di artisti che hanno avuto il coraggio di reinventarsi continuamente, andando a ricercare sempre nuove forme per esprimere la loro arte in musica, scontentando a volte gli uni, a volte gli altri fan, ma restando sempre fedeli alle proprie idee.

motorpsycho5

Un ringraziamento particolare ad Andrea Negri per la compagnia e per la gentile concessione della sua splendide foto.

Salutandovi, vi allego la scaletta integrale dell’esibizione. Alla prossima.

Motorpsycho
1. Out of the Woods
2. The Hollow Lands
3. Through the Veil (parts I & II)
4. Doldrums
5. Into the Gyre
6. Flotsam
7. Oh, Proteus - A Prayer
8. Sculls in Limbo
9. La Lethe
10. Oh, Proteus - A Lament
11. Sharks
12. Mutiny!
13. Into the Mystic
--Bis—
14. Cornucopia
15. Nothing to Say
16. Feel

25-04-2012 - visite: 6097

Condividi questa pagina:

Newsletter:addio CartaGiovaniProtagonisti.Benvenuta youngERcard!
di

Leggi l'articolo

Sapere e Fare 7
di redazione

Leggi l'articolo

Newsletter: Cosplay Party ad Area Giovani
di

Leggi l'articolo

Newsletter: nuovo Occhiaperti.net
di Newsletter

Leggi l'articolo

Incontri sulla Costituzione
di Comunicato Stampa

sala del Consiglio comunale a cura dei costituzionalisti Veronesi e Bergonzini Leggi l'articolo

Luci della scrittura, le parole di Stefano Tassinari
di Comunicato Stampa

tra giornalismo e narrativa Leggi l'articolo

Selezioni tirocini formativi: pubblicati i calendari
di Redazione

Leggi l'articolo

Valid CSS 2 Valid XHTML 1.0 Strict