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Jun 27 2012

Il report della rassegna svoltasi dal 14 al 17 giugno a Basilea

Art Basel: arte moderna e contemporanea

di Maria Livia Brunelli e Fabrizio Casetti

Tra collezionisti che si spintonano e würstel alla senape, ecco la tela di oltre dieci metri del ferrarese Amadori

amadori art basel 2012

C’era anche una spettacolare performance che univa improvvisazione artistica e musica dal vivo, con protagonista Gabriele Amadori (nella foto in alto), noto artista di origine ferrarese ma residente a Milano, tra gli eventi della VIP night di Art Basel, la fiera d’arte contemporanea più importante del mondo.

Durante la serata d’inaugurazione della fiera, il 12 giugno, Amadori ha realizzato una performance a Schifferhaus, una villa del diciottesimo secolo di grande fascino nel cuore della città. “Nine movements in nine colors”, questo il titolo della performance, ha unito musica e pittura dal vivo: l’artista infatti ha realizzato al momento un gigantesco dipinto, accompagnato da Stefano Battaglia al pianoforte e da Michele Rabbia alle percussioni, con la collaborazione della galleria Grossetti Arte Contemporanea di Milano.

performance live amadori art basel
Racconta Amadori, che si definisce “l’unico artista al mondo a dipingere opere pittoriche in concerti live”: “E’ stata una bellissima serata: erano presenti direttori di grandi collezioni, musei privati e personalità della critica e del giornalismo di arte contemporanea di tutto il mondo, oltre a personalità di spicco del mondo della finanza, quali i responsabili di Banca Quilvest e UBS, che gestisce dietro le quinte Art Basel dalla sua nascita. L’invito che mi è stato rivolto ha avuto origine dal fatto che vado a Basilea dal 1972 e ho esposto in passato con alcune gallerie tedesche e italiane, poi nel 2007 ho fatto una performance storica all'auditorium di Zurigo con la famosa orchestra da camera diretta dal mitico Huan Tang, su musiche cinesi contemporanee. Quest’anno l’intera opera, composta da 10 tele di oltre un metro l’una assemblate insieme, realizzata durante un concerto di trenta minuti, è stata poi acquistata da Quilvest”.


Un evento che ha affascinato i numerosi spettatori per la particolarità della sinestesia artistico-musicale, che ha avuto luogo in occasione dell’appuntamento estivo più prestigioso legato al mondo dell’arte internazionale: dal 14 al 17 giugno 2012 nella città Svizzera sono infatti protagoniste le gallerie più autorevoli e d’avanguardia di tutto il mondo.

Quest’anno, più di trecento gallerie hanno esposto opere di oltre 2.500 artisti del ventesimo e ventunesimo secolo; solo quindici quelle italiane selezionate.

Ma perché andare ad Art Basel?

Perché, oltrepassando la soglia d’ingresso, il mondo esterno sembra svanire e appare un variopinto caleidoscopio di opere d’arte che anticipano spesso le tendenze e la direzione in cui sta andando il mondo. Se è vero che gli artisti hanno le antenne più attente e sensibili per captare i mutamenti sociali, qui è il palcoscenico ideale per intuire questi cambiamenti. Che si esprimono in opere di grande attualità e qualità da scoprire, come funghi porcini nei boschi di montagna, in mezzo a opere meno significative e a grandi nomi consolidati di artisti storici da milioni di euro. Opere che diventano oggetti del desiderio per pochi, attenti collezionisti.

Nata negli anni Settanta per volere di un gruppo di galleristi di Basilea, cresciuta a Miami con il supporto delle grandi famiglie di collezionisti sudamericane e delle loro fondazioni, Art Basel approderà tra poco in Asia con la nuova attesissima fiera di Hong Kong, a maggio 2013.

Quest'anno, come accade negli anni delle biennali, la fiera segue di poco dOCUMENTA (13) a Kassel, uno degli eventi d’arte contemporanea più importanti a livello internazionale, che ha luogo una sola volta ogni cinque anni.

E’ davvero divertente assistere all’apertura riservata ai collezionisti di Art Basel: nonostante il mondo sia scosso da una crisi epocale, a Basilea il primo giorno della fiera è la norma vedere collezionisti venuti da ogni parte del mondo fare a spintoni per entrare per primi alle undici del mattino e litigarsi opere per loro irrinunciabili, spesso restando pazientemente in lista d’attesa per l’acquisto di un’opera molto ambita per la quale il gallerista valuta con grande oculatezza il prestigio della collezione di destinazione; ad Art Basel avere i soldi non basta, nonostante il periodo di crisi.

Le gallerie di moderno e contemporaneo si susseguono su due piani, attorno a una corte circolare dove tutti a una certa ora si accalcano per degustare il tradizionale panino con bratwurst e senape: quest’anno con fatica ancora maggiore viste le temperature di caldo record, che hanno lasciato tutti sorpresi, abituati gli anni scorsi a armeggiare tra ombrelli e cappotti.

Fontana, Burri, Boetti sono i grandi nomi storici italiani più venduti quest’anno, un anno in cui si respira un’aria meno sperimentale e più classicista, e ovviamente comprare un nome storico di fama consolidata è un investimento più sicuro rispetto ad azzardare l’acquisto di un giovane artista dal futuro incerto.
vezzoli autoritratto imp adriano
Persino Francesco Vezzoli, forse il terzo artista italiano al mondo più conosciuto a livello internazionale dopo Vanessa Beecroft e Maurizio Cattelan, è tornato alla classicità proponendo due suoi ritratti in marmo ispirati alla ritrattistica romana di età imperiale, in cui si confronta con l’imperatore Adriano (nella foto a destra) e il suo amato Antinoo.

Per vedere opere di grande impatto, scenografiche e spesso sorprendenti bisogna andare ad Art Unlimited, una sezione di Art Basel dove una selezione di gallerie internazionali propone oltre cinquanta imponenti opere di scala monumentale. Molto interessante anche la sezione Art Statements, che ospita progetti di mostre di un solo giovane artista per stand, che così ha l’opportunità di proporsi agli occhi di un pubblico di curatori, collezionisti e critici internazionali.

All’ora dell’aperitivo è d’obbligo un giro a Liste, la fiera delle giovani gallerie ospitata in una ex-birreria dismessa, dove ritrovarsi per bere una birra e scambiarsi opinioni a caldo diventa un piacevole momento di festa. Qui si incontrano galleristi, artisti e giornalisti di ogni parte del mondo, anche se non è raro imbattersi in crocicchi in lingua italiana.

Da non perdere anche l’appuntamento serale di Art Parcours Night: un percorso in un quartiere della città tutto da scoprire, tra parchi, negozi, ristoranti e persino garage privati, per imbattersi in insolite a installazioni ma anche in performance di musicisti e acrobati. Molto suggestiva a nostro parere l’installazione dentro la chiesa gotica di Preacher, dove il collettivo cubano Los Carpinteros ha letteralmente “vestito” con abiti fatti a mano ogni sedia presente nella chiesa: un modo di riflettere sulla diversità di chi entra in chiesa, dal carpentiere alla parrucchiera, ognuno nel rispetto della sua provenienza e credenza religiosa.


Scritto da: Maria Livia Brunelli e Fabrizio Casetti

Data: 27-06-2012

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