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Jul 31 2012

Nozze d’argento per il Ferrara Buskers Festival 2012

di Comunicato stampa

Venticinque anni di suoni, di musica, di storie e di passione. Il Ferrara Buskers Festival festeggia dal 17 al 26 agosto 2012 le nozze d’argento con il suo eterogeneo e caloroso pubblico, costruendo un filo diretto, come un lunghissimo pentagramma di note, tra la città estense, l’Emilia Romagna e l’Europa.
È la 25esima edizione della Rassegna Internazionale del Musicista di Strada, che sarà tutta dedicata ai Paesi dell’Unione Europea. Non più una sola nazione la protagonista della strabiliante manifestazione animata dai buskers di tutto il mondo, come è sempre avvenuto secondo tradizione, ma l’intero continente. «Un segnale di grande coesione in un momento difficile, tramite quel mezzo di comunicazione universale che non conoscerà mai crisi e che si chiama musica». Così, Stefano Bottoni, Direttore Artistico del Ferrara Buskers Festival spiega i motivi che sono alla base della rassegna di quest’anno. L’idea di trasformare le strade e le piazze della meravigliosa città di Ferrara in un crogiolo di etnie, culture, armonicamente mescolate tra loro. E portare l’Europa a Ferrara attraverso le tradizioni musicali, gli strumenti più antichi, quelli reinventati e quelli più esclusivi, i generi più disparati, le sperimentazioni sonore più sorprendenti.
Ma il Ferrara Buskers Festival 2012 non è solo musica. Per il secondo anno consecutivo, la più grande manifestazione che rende omaggio alla musica di strada del pianeta, torna a tingersi di verde, grazie al Progetto Eco Festival. Con il sostegno del Gruppo Hera, main sponsor della manifestazione, il direttore Gigi Russo e lo staff organizzativo hanno costruito una grande operazione ecologica, che ha l’ambizione di raggiungere standard sempre più elevati di sostenibilità ambientale nell’organizzazione e fruizione della rassegna. Insomma, come dice il motto, “zero sprechi per una grande festa”, ma anche una vetrina innovativa sull’ambiente e sulla creatività eco-sostenibile. Collaborano al progetto, che disegna un nuovo modo di essere della manifestazione, le Università di Ferrara e di Bologna e gli Assessorati alla Cultura, all’Ambiente e alle Attività produttive del Comune di Ferrara. Bureau Veritas certificherà i risultati ottenuti, mentre il coordinamento scientifico è affidato all’ing. Mario Sunseri di Labelab.
Non mancano le iniziative di solidarietà a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto dello scorso maggio. Il Grande Cappello, realizzato in collaborazione con Ibo Italia Onlus, per questa edizione, raccoglierà i fondi perché le scuole nei 6 comuni aderenti all'associazione Intercomunale Alto Ferrarese (Bondeno, Cento, Mirabello, Poggio Renatico, San'Agostino e Vigarano Mainarda) possano riprendere la loro normale attività didattica e si renda effettiva la ricostituzione del patrimonio artistico di Ferrara, con particolare riferimento al Teatro Comunale.
Lo stesso direttore artistico Stefano Bottoni, scenderà in strada a suonare con gli artisti, per rendere sempre più concreto l’obiettivo Grande Cappello. È possibile, poi, che durante i nove giorni della rassegna in città, qualche buskers decida di trasportare nella magia del festival le persone che hanno perso la casa durante il terremoto, girovagando tra le tende, mentre i volontari di Ibo saranno impegnati nella raccolta delle offerte, nei sette punti di entrata all'area del Festival.

Si comincia venerdì 17 agosto alle 21.30 a Comacchio, la suggestiva città lagunare, dove sarà possibile pregustare l’eterogeneo repertorio musicale offerto dalla manifestazione, con gli esclusivi spettacoli che daranno il via all’anteprima. Sabato 18 agosto si parte alla volta di Ferrara, immersi nell’incanto del centro storico, in cui l’immaginazione volerà, come in un viaggio nel tempo, tra castelli, corti e atmosfere medievali a ritmo delle spensierate note dei Cornalusa. Quattro musicisti portoghesi, vestiti di tuniche, braghe e scarselle, rallegrano l’ambiente con un originale ensemble strumentale. La “gaita mirandesa”, una cornamusa tipica del folklore del Portogallo, mescola i suoi energici suoni con quelli più armonici e ritmici del bouzouki e del davul, per uno spettacolo audio visuale unico. Impossibile, poi, non lasciarsi catturare dal richiamo del “mash up jazz”, lo stile della Train Station Band, il gruppo dalle radici bulgare che riesce a creare un mix sorprendente di tendenze musicali funk, swing, reggae e drum and base, che strizzano l’occhio all’eclettico mondo del jazz.
I ritmi latino americani e il retroscena musicale della Grecia sono invece le peculiarità degli Aperito, la band super premiata che unisce i brani della tradizione greca con le sensibilità brasiliane del bossa nova. Sorprendente per aver trasformato in musica vari poemi greci, dando spazio ad un’originalissima ricerca musicale, tutta da apprezzare. Il viaggio continua in Olanda con i Barnyard Tea, tre biondi artisti che fanno impazzire il pubblico delle strade europee a ritmo di bluegrass. Chitarra, mandolino, dobro e banjo strimpellano tra le loro mani elettriche in una sfida strumentale senza precedenti, senza dimenticare il gusto dell’improvvisazione.
L’affascinante ambiente musicale dell’isola mediterranea di Cipro è ciò che il trio Monsieur Doumani riesce a riproporre a Ferrara, grazie all’autentica interpretazione delle canzoni in stile “rebetika”, genere musicale nato dai bassifondi della società greca e dalle influenze dei ritmi arabi e persiani. Il mito si mescola con il mondo contemporaneo, attraversando tendenze ska, jazz, rock, bossa nova. Dalle vie di Praga arriva invece la world music dei Roooombaaaa, gruppo dalla carica dirompente, che propone uno strampalato calderone sonoro in cui si incontrano e saltano le note della musica macedone, bosniaca, serba, gitana, slovacca, ebraica e della Moravia.
Se il Ferrara Buskers Festival è un arsenale musicale fatto dagli strumenti più disparati, senza dubbio creativi sono quelli utilizzati dai The Bottle boys, la band danese che riesce a produrre qualsiasi tipo di suono, soffiando nei particolarissimi strumenti-bottiglia, rigorosamente costruiti in modo artigianale. Un vero e proprio kit, da cui vengono fuori melodie di qualsiasi genere: dal classico, al pop, al rock. Perché, dicono i musicisti: “Tutto si può suonare con le bottiglie!” Vagando tra la folla, sarà impossibile non riconoscere i Gunshot, vincitori del concorso “Vota il tuo busker 2011”. Scoppiettanti musicisti il cui repertorio è un concentrato di brani estrapolati dall’universo rock and roll degli anni Cinquanta, reinterpretati con un tocco del tutto personale, ma in pieno spirito dell’epoca. La cultura africana esplode, poi, nelle performance degli Afric-Racine, gruppo di giovani artisti e ballerini, che sprigiona una particolare vitalità a contatto con i disparati strumenti a percussione, provenienti dalla tradizione africana. Uno show senza precedenti, arricchito di danze, coreografie e poesie. Spirito celtico per i Selfish Murphy Acoustic, quattro musicisti che arrivano al Ferrara Buskers Festival direttamente dalla Transilvania. Ispirati ai gruppi celtic punk, che nascono dalla fusione del punk rock con il folk irlandese, hanno già raccolto in giro per il mondo numerosi riconoscimenti internazionali. Non sono da meno i La3no Cubano, “pazzoidi” percussionisti ed esperti suonatori degli strumenti della tradizione slovacca, tra cui non restano inosservati i particolari flauti in legno. Uno spumeggiante cocktail di musicalità africane, latino-americane, arabe, gipsy, balkan, drum’n’bass e funcky.
L’energia spagnola è tutta concentrata nella musica degli Skarallaos, empatica e divertente. Un vortice di pezzi ska, reggae, punk, musicalità latine e influenze balcaniche dalla forte carica emozionale. L’entusiasmo della Spagna cede poi il passo alla Lituania, Paese natio del collettivo musicale Ainiai, specialista nelle canzoni e balli popolari delle terre lituane, con uno straordinario spettacolo poli - strumentale. Non poteva mancare, inoltre, l’anima rockabilly dei Naked truckers Trio, che dalla Capitale dell’Ungheria si sono lanciati in un’avventura musicale a ritmo di rock and roll. Il trio a partire dalla musica anni Cinquanta americana, ha prodotto un sound nuovo e travolgente.
E come si può resistere al melting pot swing dei NoCrows, cinque musicisti irlandesi che propongono una miscela unica di musica zingara, classica, irlandese e del mondo. I NoCrows sanno far scivolare in un turbinio stridente ed armonico di note gli archetti sulle corde dei violini, vibrare la chitarra spagnola, il mandolino e il violoncello, per un risultato acusticamente esplosivo, alle orecchie del pubblico. Più dolce invece il suono dello “stick” del solista Robert Culbertson, che può essere considerato uno dei musicisti pionieri di questo straordinario strumento, inventato da Emmet Chapman. Lo stick è un mix tra la chitarra e il basso, costruito con dieci o dodici corde. Bob Culbertson riesce ad accarezzarlo con la punta delle sue dita in modo sensazionale e con innata abilità. Ipnotica e rilassante è la melodia che nasce dal talento di Paolo Borghi hang player, giovane musicista-artigiano emiliano, le cui mani volano e saltellano sullo “hang”, uno strumento a percussioni inusuale, dai suoni metallici, caldi e delicati, di cui l’artista è maestro. Allo hang, il compositore belga Curt Ceunen aka “Tipsy Gipsy” unisce lo strumento sacro degli aborigeni australiani, il didgeridoo, per un mix di tendenze ambient, trance, etniche, groovy, meditative, malinconiche ed allegre, captate dalle culture di ogni angolo del pianeta. Improvvisazione e coinvolgimento incondizionato del pubblico per il gruppo bavarese Suedwind. La sua musica è “come il vento che viene da sud”, brezza melodica fatta di pezzi jazz, bossa nova, latini e swing. A cui si aggiunge la reinterpretazione delle canzoni barocche del genio tedesco di Johann Sebastian Bach. Il divertimento è assicurato anche con i Dr. Butler’s hatstand medicine band, dottori dell’arte musicale, la cui medicina è composta da blues, jazz e skiffle, una spruzzata di ragtime, un pizzico di caldo swing, una dolce essenza di musica spiritual ed un cucchiaino di vecchie melodie. Come gentlemen spuntati dal passato, gli eccentrici musicisti arrivano da Manchester per portare al Ferrara Buskers Festival 2012, un vortice di esuberanza folk, con uno spettacolo che si ispira al genere teatrale-musicale del “music hall” e di “Vaudeville”. E dulcis in fundo, i Saffran Soup, frizzante e multietnico trio proveniente da Barcellona con un recipiente musicale pieno di swing, manouche, musica balcanica e dal sapore mediterraneo.

Durante l’evento a Ferrara sono state stipulate convenzioni con le strutture ricettive e sono state create offerte esclusive, che offrono numerosi vantaggi per i visitatori e soddisfano ogni tipo di esigenza. Per qualsiasi informazione si può cliccare sulla pagina web www.ferrarabuskers.com nella sezione “Info turistiche”.
Chi ama la musica non può rinunciare al Ferrara Buskers Festival 2012.


Scritto da: Comunicato stampa

Data: 31-07-2012

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