La speranza è un sogno ad occhi aperti

Aristotele
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Sep 18 2012

Maria Kessler - 2° parte

di Sara Draghi

Preludio alla fuga

campo nomadi bianco e nero con donna che si pettina i capelli

Alle 9 di mattina aspetto il mio nuovo datore di lavoro davanti all’entrata di un bar. Lui arriva, elegante e distinto come sempre, mi stringe la mano e con galanteria mi invita ad un caffè. E’ febbraio dell’inverno più freddo dal 1985 ad oggi e fuori ci sono 20 centimetri di neve e fango.
Quella che mi era stata presentata come una interessante opportunità di guadagno per una nota casa editrice si rivelerà, con il passare dei giorni, l’ennesima truffa ai miei danni nonché il grottesco spunto per un racconto breve.

Oggi ricevo il mio kit di vendita: un catalogo di 8 chili, uno straziante libro ad immagini, il foglio con le raccomandazioni del prete e 100 santini di Padre Pio. Sono stata istruita alla perfezione con un corso di formazione di otto ore, tenuto dalla responsabile della pia organizzazione in un minuscolo appartamento denso di fumo nella periferia di Vicenza. Da oggi sono una venditrice di libri porta a porta a tutti gli effetti, con tanto di tesserino di riconoscimento. I miei nuovi colleghi mi guardano interrogandosi sul come e sul perché sia arrivata fino a li anch’io, con quello sguardo che è insieme una tacita forma di solidarietà e sovversione.
L’attività consiste nel vendere libri il cui ricavato (nella versione ufficiale) viene devoluto totalmente in beneficenza per la costruzione di una casa famiglia nel centro Italia. Quale migliore e nobile causa! Peccato che una volta scoperto il prezzo dei volumi il potenziale acquirente cambi prontamente temperamento e ti accompagni con indignazione all’uscio. Ma è tutto pensato e calcolato nei minimi dettagli, a partire dal mitico “libro ad immagini” con cui commuovere alle lacrime il cliente: dopo una serie di fotografie di bambini disabili che impastano la creta, appaiono i container dove questi sono stati rinchiusi ed i progetti della futura dimora, con tanto di indicazioni del numero di water e di estintori.
Il segreto alchemico è tutto racchiuso nel ticchettio che eserciti con la penna sulle pagine plastificate del libro, che così, mi han spiegato, il cliente non ti stacca più gli occhi di dosso. Poi ti ascolti una mezzora di storie familiari di cancri, apparizioni della Madonna di Medjugorje e cani miracolati e finalmente puoi mostrargli il catalogo, domandargli quali soni i suoi hobbies e suggerirgli un libro ad hoc.

Mi scaricano di fronte a un palazzo di periferia, di quelli con 40 campanelli per blocco, e mi dicono che mi passano a ritirare tra 4 ore.
Suono il primo campanello. Nessuno. Attendo qualche istante. Suono il secondo.
- “Chi è?!?”.
E’ una vecchia. Intanto risponde anche la donna del primo.
- “Chi è!?”
“Emm.. Buongiorno signora, sto passando per gli avvisi del parroco che abbiamo lasciato in buchetta alcuni giorni fà”
La prima mangia la foglia e riattacca.
- “Mi sto fermando da tutti per spiegare un iniziativa di solidarietà, se ha 5 minuti mi fermo anche da lei….”
- “No. Grazie. Sono Atea!”
- “Ma la solidarietà non ha religione”. (Risposta alla prima obiezione).
- “No. Sono sola in casa, mio marito è morto la settimana scorsa”
- “Signora, mi dispiace”
Silenzio.
- “Salga, quinto piano”
Fantastico, primo tentativo e già mi fanno entrare in casa. Prendo il claustrofobico ascensore senza specchio e salgo all’ultimo piano e intanto mi faccio una cultura leggendo le incisioni lasciate sulle pareti dai condomini. Esco e vedo una porta socchiusa, entro ma non c’è nessuno a ricevermi.
- “Permesso…”
- “venga avanti, sono qui”
La voce proviene da destra. La seguo ed entro in una stanza buia, illuminata solo dalla luce di due ceri. La vecchia mi fissa seduta su una poltrona, i suoi occhi brillano nella penombra come due schegge di vetro.
- “Buongiorno signora”.
Non mi inviata ad accomodarmi, allora prendo io l’iniziativa e mi siedo.


Il giorno delle Nozze

La vigilia delle sue nozze Maria Kessler era molto nervosa. Le donne avevano sbiancato le tovaglie e raccolto i fiori in campagna per decorare il banchetto del pranzo. Parlavano tra loro su dove Maria e Django sarebbero fuggiti all’indomani e quando avrebbero fatto ritorno per chiedere perdono alle famiglie. Le lenzuola immacolate erano già state stese sul letto nuziale e i parenti in processione entravano due alla volta nella stanza per accertarsi che tutto fosse nel posto giusto e che non vi fossero imbrogli.
Maria dalla finestra osservava annoiata i preparativi del suo matrimonio, chiusa nel suo talamo di solitudine ed inesperienza. Aveva 14 anni e di più poco sapeva.
Quella notte stessa, sgusciò un uovo sodo, mangiò il bianco e si mise il tuorlo in bocca senza masticarlo. Sentì le lacrime montargli agli occhi, deglutì, ma il tuorlo le si bloccò in gola. Cercò di respirare e di emettere un grido ma il boccone le strozzò ogni lamento.

I fratelli la trovarono senza vita dopo alcune ore e corsero gridando come pazzi nel campo che la sposa era morta, che il matrimonio non si sarebbe più fatto.
Allora, i parenti si riunirono attorno al corpo della ragazza, le cavarono il vestito da sposa e le infilarono quello funebre, la adornarono di collane e monete d’oro e la deposero nella bara, vegliandola tutta la notte.
Passò il giorno successivo tra i preparativi dell’inaspettato funerale e Maria fu lasciata sola nella sua baracca. Due gagé*, che sapevano cosa era avvenuto, entrarono nella baracca e, scoperchiata la bara, derubarono la morta di tutte le sue gioie. Per strapparle un dente d’oro uno dei due le mise un piede sul ventre, con tale forza che il tuorlo rimasto bloccato nella gola saltò fuori e la ragazza ricominciò a respirare. Aperti gli occhi, guardò il gagè che aveva di fronte e liberò quel grido che ancora aveva strozzato nel collo.
I due uomini fuggirono terrorizzati tra la gente, la sposa si alzò dalla sua bara, si guardò attorno smarrita e udì dal campo i violini suonare a morto.

Funerale zingaro con parenti radunati attorno alla bara della morta

Continua......

*i gagé sono i non-zingari

E.mail: mariakessler_artist@yahoo.com

Scritto da: Sara Draghi

Data: 18-09-2012

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