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Nov 07 2012

UNA TELECASTER PER DAVIDE MACCHI

di Fulvio Gandini e Filippo Dallamagnana

Un musicista una soluzione



Avete per caso sentito trapanare, martellare, tagliare tubi di acciaio e altri rumori molesti provenienti dall'aula magna nell'ultimo periodo? La colpa di tutto ciò è da attribuire ad una sola persona: Davide Macchi, il quale, con il suo ingegno e la sua grande destrezza ha progettato e costruito tutti i nuovi tendaggi presenti nell'aula. Tali tendaggi rappresentano la soluzione ideale al problema del grande rimbombo causato dalle volte presenti sul soffitto del piano superiore della nuova sede: i fortissimi riverberi impedivano che l'ambiente potesse essere sfruttato al meglio per tutte le sue diverse attività, quali le prove dell'AMF band di Federico Benedetti, le prove per il saggio di fine anno o i saggi interni, ma anche le lezioni di Guida all'Ascolto & Musica d'Insieme, le riunioni di Un Fiume di Musica e quant'altro.
Grazie al fantastico lavoro svolto, l'aula magna è quasi pronta per la sua inaugurazione definitiva, quando verrà intitolata a Stefano Tassinari.
Domenica 28 ottobre si è svolta, presso la sede dell'AMF una festa a sorpresa per Davide, in occasione della quale gli è stato consegnato, oltre un attestato d'onore per il servizio reso all'Associazione, un premio speciale: una Fender Telecaster Vintage bianca. A tale festa era presente il corpo insegnanti e una parte della nostra redazione, in particolare il nostro Filippo Dallamagnana che lo ha intervistato per farvelo conoscere meglio…



Da quanti anni sei iscritto all'AMF e che corsi hai frequentato? Suoni anche altri strumenti oltre alla chitarra?

Sono qui da quindici anni penso, ho iniziato dal corso di chitarra di Roberto Formignani e lì ho fatto cinque anni... all'inizio non avevo preso la cosa molto sul serio, quindi ci ho perso un po' di tempo, però mi piaceva l'ambiente! A differenza di altri contesti musicali che avevo frequentato e che non mi avevano mai coinvolto tanto, talvolta gli insegnanti col loro modo di fare mi avevano “allontanato” dalla musica stessa. Tanto che quando sono rientrato non avevo più molta fiducia nelle mie capacità. Però dopo i primi due anni passati con lo strumento in mano, ho cominciato a capire l'importanza delle cose che mi stavano venendo insegnate. Da lì ho ricominciato a prenderla sul serio e dopo 5 anni con Formignani sono andato da Pieragnoli e da Poltronieri. Adesso con Tolga frequento il corso di chitarra Manouche e con Poltronieri il corso di basso. Quest'anno faccio anche il corso d'improvvisazione di Federico Benedetti.

Hai avuto esperienze con dei gruppi musicali in passato o attualmente?

Ho fatto poco a dire il vero, ero in un trio chitarristico qualche anno fa con Francesco Bottazzi e Simone Ferrari (entrambi dell’AMF) facendo anche un’“apparizione” al Buskersgarden. Era una sorta di misto fra blues, rock e swing alternando questi stili musicali con sonorità elettriche ed acustiche.

Hai mostrato questa tua vocazione anche come ingegnere-architetto, è un'altra passione alla quale ti diletti regolarmente?

A me piace lavorare, cercare di realizzare qualcosa. Quindi si univa questa utilità con il divertimento, specialmente quando in un gruppo di amici c’è lo scopo di realizzare qualcosa di bello; per me è stata una grande soddisfazione vedere sviluppare in questo ambiente i miei progetti.

Quando ti è venuta l'idea di montare quei tendaggi? Quando l'hai proposto a Formi come l’ha presa?

La verità è che Formi aveva questo ricordo di un locale famosissimo a Forlì, il Naima, dove si sono tenuti diversi grossi concerti. È un ex-cinema e per abbassare le frequenze e rinforzare il reverbero si è utilizzato un sistema di tendaggi. Ci siamo subito attrezzati per realizzare questa soluzione, poi è stato divertentissimo andare alla ricerca dei materiali e studiare come fare; generalmente quando chiudeva la scuola e la notte, verso le due c’era il momento “riflessione” con Formi [ride, ndr].

Gli effetti positivi sul suono e sul rimbombo all'interno dell'aula magna sono stati evidenti sin da subito. Tuttavia il lavoro non è ancora finito: si è notato che i tendaggi rendono molto scuro il soffitto, che sarà necessario illuminare con dei metodi efficienti e in grado di creare un bell'ambiente, e allo stesso tempo a basso consumo energetico. Puoi darci qualche anticipazione su come intendi proseguire? Chi ti ha aiutato?

Beh gli effetti sono stati buoni e nel complesso ci hanno anche permesso di risparmiare, inizialmente si era pensato di affidare tutto a una ditta specializzata. Per ovviare al problema del soffitto reso scuro dai teli si è pensato a un sistema di illuminazione riflessa: useremo delle lampade a led a basso consumo per risparmiare. Le posizioneremo sulle volte in prossimità dei tendaggi, sulle finestre e sulle colonne per dare anche un effetto intimo con un po’ di penombra, come nelle sale concerto. Nella realizzazione mi hanno aiutato Massimo “Mini” Minichiello, Roberto Poltronieri, Fulvio Gandini; Viviana Corrieri e Ambra Bianchi che hanno cucito tutte le tende poi anche Alessandra Gavagni e Stefania Bindini.

Quali sono i prossimi lavori in programma per la nuova sede?

Attualmente, sempre in Aula Magna abbiamo in progetto di rifare il palco, di ampliarlo e rivestirlo per migliorarlo sia in funzionalità che in estetica. Verrà allungato almeno un metro per permettere ai musicisti di suonare agevolmente.

Ti hanno appena regalato una Telecaster Vintage olympic white, uguale a quella di Chrissie Hynde, la cantante dei Pretenders, gruppo new wave degli anni '80, ma qual'è il genere musicale in cui ti trovi meglio? Quali sono i tuoi idoli, gli artisti che ti hanno più ispirato nella vita e nel modo di suonare?

Ultimamente mi sono molto avvicinato allo stile della chitarra manouche, e allo stile di vita tipico di quel movimento musicale: vivere la giornata in modo semplice, anche con pochi soldi, senza pretese e con l'ideale della musica.

Vuoi dire qualcosa in particolare ai nostri lettori?

Vi ringrazio per questa intervista e sono contento di aver visto che da parte vostra c'è questo attaccamento alla scuola, perchè siete quelli che porterete avanti il testimone di questa associazione in futuro.


Scritto da: Fulvio Gandini e Filippo Dallamagnana

Data: 07-11-2012

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