LIVE \ Florence + The Machine al Forum di Assago 20.11.2012

L'unica data italiana della splendida artista britannica

di Edoardo Gandini
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florence and the machineSono migliaia le teste rosse che affollano il Mediolanum Forum di Assago per l’unica data italiana di Florence + The Machine; alcune autentiche, ben di più quelle colorate per l’occasione e altre addirittura ricoperte da parrucche, le quali si riveleranno poi le più acclamate dalla cantante.

Che il concerto di martedì fosse uno dei più attesi della stagione non è un mistero e lo si può facilmente dedurre dal tutto esaurito fatto registrare nel giro di pochi mesi dall’apertura delle vendite. Io il biglietto lo conservavo da aprile e, finalmente, ho potuto assistere ad uno dei concerti che aspettavo da più tempo.

L’attesa, non molto celata dal pubblico, si traduce in un boato quando, alle 20.30 circa, salgono sul palco gli Spector, il gruppo chiamato ad aprire l’esibizione della giovane Florence.Il tipico new wave inglese della band di supporto passa abbastanza indolore nella mezz’oretta in cui Christopher Burman e soci non riescono a mettere in mostra niente di particolarmente degno di nota; il sound del gruppo, seppur molto curato e preciso, non aggiunge nulla ai ben più noti Killers o Pulp, continuando dignitosamente sulla strada tracciata da queste band senza però personalizzarla in modo evidente. Sono comunque trenta minuti suonati bene e con trasporto, utili per alleviare la tensione in vista dell’ospite principale della serata, tanto che il pubblico si lascia coinvolgere in maniera quasi commovente.

florence and the machineIl palco principale inizia a scoprirsi completamente, mostrando ai presenti la scenografia in tutto il suo splendore; una bellezza raffinata seppur semplice e candida, un po’ come la tanto attesa Florence Welch. Alle 21.30 è tutto pronto e i musicisti fanno il loro ingresso sul palco attaccando con le note di Only If For A Night; Florence appare in controluce nascosta dalla scenografia e, immersa dal caloroso abbraccio del suo pubblico, inizia a cantare scendendo la scalinata che la porta al microfono. Si è tanto discusso sull’ipotetica freddezza dell’artista inglese che risulta ancora più strano vederla, pochi minuti dopo il suo signorile ingresso, correre a piedi nudi da una parte all’altra del palco, saltando ed incitando il pubblico come fosse una consumata rock star; ma è cosi, Florence rinuncia a qualche strofa (tanto ci pensano le ottime coriste a non lasciare spazi vuoti), scorrazzando verso i suoi sostenitori che, in completo visibilio, le riservano applausi e cori ad ogni cenno.


La sensualità e la simpatia della giovane artista britannica invadono la platea in ogni suo spazio, coinvolgendo e contemporaneamente commovendo il numeroso pubblico che risponde con clamorosi boati ad ogni introduzione dei brani. La band londinese ha messo insieme in questi anni una innumerevole quantità di singoli diventati immediatamente successi planetari, nonostante siano solo due i dischi all’attivo; la sublime What the Water Gave Me, il mio brano preferito, e l’altrettanto emotivamente potente Cosmic Love risultano essere il miglior inizio immaginabile di una scaletta che vedrà la presenza di quasi tutte le canzoni più famose. Passando dalla celebre cover di You’ve Got the Love alla splendida e partecipativa No Light, No Light, Florence Welch inciampa in un piccolo inconveniente, dimenticandosi alcune parole di Heartlines e costringendo la sua band a ricominciare il brano dall’inizio, il tutto con un sorriso tanto docile da strappare applausi a scena aperta. Il set dura in totale circa due ore, concedendo ai fan un encore di due brani in cui l’affascinante cantante inglese esegue due dei suoi cavalli di battaglia: l’incalzante Shake It Out e il gran finale di Dog Days Are Over, durante la quale il pubblico viene invitato a battere le mani a tempo per un intervallo di quasi cinque minuti.

Finisce cosi l’esibizione di Florence and The Machine, una delle voci femminili più interessanti, potenti e suadenti che riesca a ricordare; finisce, seppur con l’amaro in bocca per la mancata esecuzione di Never Let Me Go, un concerto strepitoso curato in tutti i minimi dettagli, in cui il riarrangiamento dei brani ed il coinvolgimento dell’esecuzione hanno saputo aggiungere alla bellezza delle composizioni un’atmosfera che solo i live dei grandi artisti può regalare, “lasciando andare” a casa soddisfatte le sterminate teste rosse presenti.

florence and the machineUn ringraziamento particolare a Sara Tosi per la gentile concessione delle sue splendide foto, per la compagnia e, soprattutto, per avermi tenuto un posto.


Salutandovi, allego la scaletta integrale del concerto e vi do appuntamento al prossimo live.


Florence + The Machine
1. Only If for a Night
2. What the Water Gave Me
3. Drumming Song
4. Cosmic Love
5. All This and Heaven Too
6. Rabbit Heart
7. You’ve Got the Love
8. Lover to Lover
9. Heartlines
10. Leave My Body
11. Sweet Nothing
12. Spectrum
13. No Light, No Light
--bis—
14. Shake It Out
15. Dog Days Are Over

30-11-2012 - visite: 5699

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