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La 25° Ora
24 ore + 1 Sogno per il grande ritorno di Spike Lee
Con Edward Norton
testo alternativoCATEGORIA: Film d'Autore con concessioni al grande pubblico

Monty(Edward Norton) è un abile spacciatore, è stato "beccato" dalla polizia con 1 Kg di cocaina nel divano di casa. Tra 24 ore andrà in carcere. La festa d'addio che il suo capo gli ha preparato dovrà costituire la più bella serata della sua vita. Per l'occasione invita anche due amici che ha un po' perso di vista, quelli con cui è cresciuto.




Spike Lee torna alla grande con un opera matura ed emozionante, che sviluppa alcune delle qualità mostrate in "Summer of Sam".
Ormai è chiaro che ci troviamo di fronte ad un autore che è riuscito a superare brillantemente l'esaurimento delle energie giovanili, e che ci si ripresenta ogni volta più propenso a creare film che fanno della complessità il loro punto di forza.
Lo Spike Lee dallo stile teso e violento emerge solo a tratti. Ha ormai alzato il tiro, ed i suoi ultimi film non si accontentano più di rappresentare le tensioni di un epoca dal punto di vista del "Ghetto". Questo "La 25° Ora" tende a riflettere sull'America intera.
Emblematica è la composizione del trio dei protagonisti: due irlandesi ed un ebreo, ma tutti usciti dai quartieri poveri per raggiungere il successo economico e personale.
L'unico che nel ghetto c'è ritornato è appunto Monty. Ma c'è tornato da sfruttatore, per far soldi con le sofferenze della gente.
Ed emblematica è la bellissima scena in cui i due amici dialogano vicino alla finestra: nessuno stacco, nessun movimento di macchina e sullo sfondo le macerie delle Twin Towers. Il significato di questa inquadratura verrà definito dal finale del film.
Come dicevamo prima non c'è molta violenza esplicita in "La 25° Ora". Non ci sono esplosioni, piuttosto uno scorrere sotterraneo di tensioni irrisolte. Una vicenda personale in cui i sensi di colpa, i rancori e le disillusioni sono specchio dei nodi irrisolti della società statunitense. Ed è memorabile la scena in cui Edward Norton parla con se stesso allo specchio, dando la colpa a tutti e tutto, ma finendo per dire "fuck you" solamente a se stesso, che poteva avere tutto e lo ha buttato via.
Ma è il finale a chiarire definitivamente che il talento di Spike Lee non è andato perduto.
La 25° ora di questa giornata è il "Sogno Americano", genialmente ribaltato e mostrato così come lo può vedere chi ha sbagliato e vi trova una possibilità per riscattarsi.

Lee sceglie di incorporare nel suo stesso film tutte le contraddizioni che vede intorno a se e probabilmente anche dentro di se. E così il "Sogno" è qualcosa in cui sembra credere, altrimenti l'avrebbe reso in maniera parodica in vece che malinconica. Eppure proprio la malinconia di cui colora il finale(senza dimenticare l'ultima significativa inquadratura) ci racconta un'altra parte del pensiero di Spike Lee, un'altra parte del pensiero dell'America.
Quella che comincia a credere che la 25° Ora non esista.

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