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Spirited Away-La città incantata
Orso d'Oro a Berlino, Oscar al Miglior Lungometraggio d'Animazione e maggior incasso DELLA STORIA in Giappone!
Sen e Chihiro
testo alternativoCATEGORIA: Film d'autore con concessioni al grande pubblico


La recensione non contiene particolari della trama la conoscenza dei quali possa togliere valore alla visione. Si trovano tutti nella parte iniziale del film.

Chihiro sta viaggiando con i genitori verso quella che diventerà la loro nuova casa. Deviando per una stradina nel bosco gli si para davanti uno strano tempio. Attraversandolo sbucano in un paese apparentemente deserto. I genitori di Chihiro si fermano a mangiare ad un bancone misteriosamente imbandito di meraviglie culinarie. Ad un certo punto, il sole comincia a calare, la città si popola di ombre e i genitori della bambina si trasformano in enormi maiali. Chihiro fugge su un isola vicina, scoprendo un mondo nuovo e perdendo se stessa. Riuscirà a ritrovarsi?testo alternativo

Per afferrare la profondità del nuovo film di Hayao Miyazaki bisogna partire da un indizio ben preciso: il titolo originale.
In giapponese "Sen to Chihiro" significa "Sen e Chihiro". Si tratta dei due nomi che la protagonista viene ad assumere durante il film.
Quindi questo "Spirited Away" (titolo internazionale efficace ma appunto poco significativo) si svela fin da subito quale film sull'identità.
Una volta tanto, quello che può essere visto come l'ennesimo racconto su un mondo immaginario infantile (praticamente tutti i personaggi a parte Chihiro sono spiriti più o meno materiali), costruisce tutto il suo sistema di valori su qualcosa di concreto come le relazioni fra individui. Facendone l'unico strumento per ritrovare se stessi e la propria identità. Cosa per la quale denaro e potere non saranno d'aiuto.
Sull'isola Chihiro trova quelli che possono essere considerati i "Bagni Pubblici degli Dei": ovvero una struttura in cui gli svariati Dei giapponesi (tradizionali o inventati da Miyazaki per l'occasione) vanno per rilassarsi nel weekend. Gli spiriti minori ne costituiscono la servitù alle dipendenze della direttrice: la perfida strega Yubaba.
testo alternativoSfuggendo alla morte a cui probabilmente vanno incontro i suoi genitori, Chihiro riesce ad integrarsi in questo mondo. Yubaba però le ruba alcuni ideogrammi che compongono il suo nome: ora è Sen. E nel mondo fantastico, dimenticare il proprio nome e perdere la propria identità sono la stessa cosa.
Come dicevamo l'Identità è il tema centrale del film. La stessa Yubaba è al centro di una vicenda che la porta praticamente ad essere allo stesso tempo unica e duplice. Ed esemplare è il personaggio-incubo "Senzavolto": uno, nessuno e centomila.
A rendere questo film il capolavoro dell'animazione orientale è però anche lo sguardo infantile che Miyazki riesce a conferirgli. Molto più de "La principessa Mononoke" (precedente e bellissimo film del regista), che era volutamente ancorato alla fisicità dal suo essere metafora scopertamente ecologista, "Sen to Chihiro" vola con l'immaginazione.
MAI, ripeto, MAI l'animazione tradizionale (si notano pochissime tracce del digitale) aveva raggiuto queste vette cromatiche e stilistiche. La qualità assoluta raggiunta in anni di lavoro permette così a Miyazaki di spiazzare inizialmente lo spettatore, facendo violare costantemente ai suoi personaggi le leggi della fisica. Provocandogli, cominciando a "fare effetto", un abbandono totale alle regole del mondo degli spiriti, sospendendo magicamente l'incredulità. Come tornare a quando non conoscevamo (o non credevamo di conoscere) "tutto", come tornare a quando eravamo bambini.
Ed è proprio questo l'intento dichiarato dal regista nelle interviste seguite all'uscita del film. Fare finalmente il suo film "totalmente per bambini". Ne è uscito il suo film più complesso.

In fondo, l'idea di "Sen to Chihiro" gli è davvero venuta quando era un bambino. Si trovava per l'appunto in un bagno pubblico. Vide per la prima volta un quadro occidentale, per lui oggetto proveniente da un' altra dimensione. Vicino stava una piccola porta, e il piccolo Hayao non dormì per svariate notti pensando a cosa si celasse dietro quella porta.

Facciamo che questo film d'animazione sia quel quadro. E troviamo il coraggio di aprire quella porta che conduce ad Oriente.

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