La speranza è un sogno ad occhi aperti

Aristotele
Dove sei: OcchiAperti.Net > Notizie > La rassegna OFF di Ferrara Musica al Jazzclub

Dec 20 2012

Incursioni nel repertorio eurocolto al torrione di San Giovanni

La rassegna OFF di Ferrara Musica al Jazzclub

di Pasquale Spinelli

Retrospettiva e riflessioni sulla prima parte della stagione.


Innanzitutto che cos'è OFF? Si tratta di un'iniziativa ideata e realizzata nel corso delle ultime stagioni grazie alla collaborazione tra il Jazzclub e Ferrara Musica. L'idea è quella di portare musiche del repertorio eurocolto perlopiù contemporaneo in un contesto “altro”, diversamente pulsante di contemporaneità e tradizione cui attingere, come quello del jazz. E' così che le prime parti delle orchestre residenti in città, in occasione dei concerti in cartellone presso il Teatro comunale, fanno tappa al Torrione di San Giovanni, nel suggestivo contesto delle mura rinascimentali cittadine. Il tentativo è rilevante e anche un pizzico ambizioso: far dialogare due ambienti legati a linguaggi musicali, quello colto e quello jazz, noti per la loro forte componente identitaria, le loro proprie convenzioni, la loro natura per molti versi più esclusiva che inclusiva. OFF rappresenta in fondo una zona ibrida nella stagione di entrambe queste istituzioni cittadine. In quanto tale costituisce un esperimento di particolare interesse a livello locale e non solo, dato il prestigio che i soggetti partecipanti vantano, ognuno nel proprio ambito di elezione. Come vedremo meglio, quindi, non si tratta tanto di far parlare linguaggi musicali distanti come jazz e musica "classica", ma piuttosto di come tenere insieme in maniera intelligente il tessuto culturale di una città di medie dimensioni come Ferrara.
testo

Due le serate finora. Il 21 ottobre scorso Henja Semmler (violino) Timothy Summers (violino) Anna Puig Tornè (viola) Christophe Morin (cello) Burak Marlali (basso), solisti della Mahler Chamber Orchestra, si erano alternati in diverse soluzioni di organico su musiche di autori boemi del novecento (Martinu Tre Madrigali, Zdenek Duo di basso), per chiudere infine tornando alla più nota tradizione ottocentesca col quintetto op.77 di Dvorak. Una serata piacevolissima che si andava a inserire nel contesto di un weekend tutto all'insegna della tradizione colta di area boema, con un appuntamento al Comunale interamente dedicato a Dvorak (Concerto per cello e Sinfonia “dal nuovo mondo” – protagonisti Daniel Harding e Steven Isserlis). E in effetti il dato più stimolante è stato proprio il fatto d'aver pensato l'incursione al torrione come un corollario storico al concerto sinfonico del Comunale: centrato un argomento (la tradizione musicale centroeuropea) si è cercato di svilupparlo oltre la solennità monolitica del momento teatrale, guadagnando in profondità storica, trasversalmente ai diversi bacini di pubblico cittadini. C'erano insomma una concezione unitaria e un filo tematico a tenere insieme la platea del comunale a quella del torrione, in un unico edificio ideale nell'arco di quel weekend. E tanto più significativa è stata l'esperienza al Jazzclub, quanto più efficace la resa dei solisti, il cui notevole affiatamento risultava amplificato dall'abbattimento della distanza palco-platea cui si è abituati in teatro.

Un percorso assai più sfaccettato, invece, in programma per il 13 dicembre. Interpreti stavolta i solisti della Chamber Orchestra of Europe: Richard Lester (cello), Kai Frömbgen (oboe) e Romain Guyot (clarinetto); musiche di Hindemith, Holliger, Veress, Widmann, Bacri. In quest'occasione i pezzi e i rispettivi autori sono stati presentati uno ad uno in maniera molto colloquiale, mentre la brillante esecuzione ha messo in luce tanto la serietà, ad esempio, delle pagine di Heinz Holliger (solo-sonata per oboe) o di Sandor Veress (sonata per cello, un caso di fusione di radici folcloriche con tecniche colte) quanto gli spunti ironici in Paul Hindemith (Musikalisches Blumengartlein und Leipziger Allerley) e Guillaume Connesson (Disco Toccata). La fantasia per clarinetto solo di Jorg Widmann è una sorta di breve excursus sulle possibilità tecniche dello strumento, inseguite quasi al limite dell'immaginazione del suono. L'architettura rinascimentale del torrione suggerisce quasi spontaneamente un concentrato raccoglimento. La capacità dei professionisti sul palco riporta in piena luce il dato musicale originario, il suono appunto, che ci viene ripresentato via via da diverse angolazioni come problema cruciale della riflessione compositiva del secolo scorso: musica come costruzione di una dimensione sonora consapevole, cioè di una gamma di colori, timbri, dinamiche, una ricerca di nuovi territori espressivi sugli strumenti della tradizione.

E con ciò, per la seconda volta in quest'invernata (l'ultima per il 2012), il luogo del jazz ferrarese si è aperto alla musica del novecento eurocolto grazie alla freschezza e alla disponibilità di questi artisti di primo livello. Queste due serate si sono distinte per il carattere informale, raccolto, familiare: un'atmosfera appunto molto concentrata ma sempre cordiale e accogliente al "club", il cui pubblico si segnala per la forte componente straniera (passando tra i tavoli capita di sentir parlare più spesso in inglese), l'affluenza certo limitata, ma sicuramente selezionata, in ogni caso estremamente attenta. Una dimensione propriamente cameristica, vuoi certo per il repertorio eseguito, ma anche per il diverso rapporto esecutori-pubblico, improntato alla massima prossimità, al sorriso, alla leggerezza. Kammermusik, duepuntozero. Ne trae senz'altro giovamento la ricezione della proposta musicale: nella confortevole cornice del torrione il pubblico è ancor più incentivato a farsi guidare attraverso un percorso di scoperta che passa per i sentieri meno battuti del novecento, anche nei luoghi istituzionali di riproduzione dell'arte. Agli organizzatori va quindi riconosciuto il merito di aver attuato una strategia che riesce a tutelare la qualità della proposta artistica garantendo un contributo di novità costante lungo tutta la rassegna, attraverso una collaborazione tra soggetti diversi ma ugualmente pronti ad aprirsi e a scommettere sulla varietà degli interessi, invece di accontentarsi della mera sopravvivenza nel recinto dei rispettivi nuclei identitari di provenienza.

La rassegna proseguirà nel 2013 con altre tre date. Il 12 febbraio per un curioso viaggio dalla Russia di Tchaikovsky e Prokof'ev all'Europa di Schnittke e all'America di Gillespie (!). Un attesissimo Enrico Pieranunzi al pianoforte è previsto per la serata del 2 marzo, tutta dedicata alla rilettura in chiave jazz delle sonate di Domenico Scarlatti. Per finire il 7 aprile torneranno i solisti della MCO con il Kleines Konzert di Karl Hartmann. Va da sé che lo scambio di contenuti alimentato da OFF - che è in realtà piuttosto una messa in discussione di habitus comunicativi e comportamentali intorno alla musica - sarà a tutto vantaggio del pubblico in cerca di esperienze nuove. Il fatto che proposte di questo tipo possano funzionare o meno dal punto di vista del richiamo effettivo sulla comunità di ascoltatori - locali in particolare - è un problema che appare secondario se non addirittura improprio rispetto al tema implicitamente suggerito da iniziative del genere. Che è poi un tema di politica culturale che riguarda la vita di tutti: vogliamo distinguerci come partigiani di una provincia definita esclusivamente dai suoi linguaggi settoriali o piuttosto come cittadini del mondo, pronti a scommettere su visioni della musica ampie e diversificate, che superino il ben noto steccato di casa? L'una cosa non esclude l'altra, sembra indicare l'esperimento - ormai felicemente avviato - di OFF. In ogni caso, e nonostante i limiti naturali della scena ferrarese, si tratta di interrogativi e scommesse non da poco, in tempi sicuramente difficili.

Scritto da: Pasquale Spinelli

Data: 20-12-2012

Condividi questa pagina:

Articoli correlati

Visite: 3204 - crediti - redattori

Login

Comune di Ferrara
Assessorato alle Politiche per i Giovani
Reg. n. 05/2004 Tribunale di Ferrara

Mi sono fatto da solo. Credo di aver avuto per maestri i miei occhi.

Michelangelo Antonioni

Powered with CMS Priscilla by ^____^ - XHTML/CSS Design by petraplatz

feed RSS Succede in Giro

feed RSS Ultimi Articoli