La speranza è un sogno ad occhi aperti

Aristotele

Jan 08 2013

Mañana Jazz Trio

di Billy Blue

L'intervista al gruppo ferrarese!



Il Mañana Jazz Trio nasce intorno al Marzo 2012, con l’idea di ripercorrere gli standard di tutta la corrente jazzistica; dallo swing di Duke Ellington fino al più moderno Herbie Hancock. Andrea Castellari, pianista del trio ci parla delle esperienze live, qualche curiosità e i progetti futuri...



Vuoi raccontarci qualcosa sulle origini della band? Quando e come avete cominciato?


Pietro Fabbri (contrabbasso) aveva il progetto di creare, insieme a Filippo Dallamagnana (batteria), un gruppo jazz e si è ricordato di quando avevamo suonato insieme in una sala prove ormai chiusa, il Natural Head Quarter, alcuni anni fa, così mi ha contattato.
Abbiamo iniziato a provare lo scorso marzo, suonando una serie di standard jazz prima solo improvvisati, poi più ragionati. Alla fine, ci siamo immersi sempre più nella sperimentazione, amalgamando il nostro suono e creando maggiore intesa musicale tra di noi ed ora siamo qui, a divertirci.



Che tipo di messaggio volete portare al pubblico? O per meglio dire, cosa volete trasmettere con la vostra musica?

Considerato che non suoniamo pezzi nostri ma solo cover (almeno per ora) e che nessuno dei brani è cantato (anche questo solo per il momento), gli unici messaggi che mandiamo al pubblico sono telepatici. Al nostro ultimo concerto però abbiamo toppato: nonostante mandassimo ripetuti messaggi psichici ad un tavolo di spettatori chiacchieroni, urlando nelle loro menti "Ascoltateci un po', st****i!", loro non ci hanno minimamente considerato. O i nostri poteri si stanno indebolendo, o inconsciamente non vogliamo essere ascoltati perché non abbiamo veri messaggi da mandare. Non saprei. Lascio alla tua saggezza il compito di trovare la risposta.



Come vedi la scena musicale attuale, sia a livello locale dove siete partiti, sia a livello mondiale?


A livello locale c'è un certo fermento, soprattutto tra certi giovani che si lanciano in più progetti contemporaneamente, ma non credo rifletta del tutto la varietà musicale che c'è in giro oggi nel suo complesso. La scena musicale mondiale è così varia che si rischia di perdersi, se si tenta di seguire tutto quello che esce a livello discografico. È pieno di cose interessanti, così come di cialtronate. Una continua scoperta.



Come procede la promozione del vostro lavoro? Il pubblico che vi segue come reagisce?


Se per promozione del nostro lavoro intendi le serate che facciamo, direi che va bene, anche se non è certo un periodo pieno di impegni. Abbiamo suonato diverse volte all'Osteria del Contrabbasso, dove siamo sempre stati trattati benissimo, recentemente abbiamo aperto una jam session al Modà, ne è risultata una bella serata, con molti musicisti intervenuti e quest'estate abbiamo partecipato al Ferrara Buskers Festival, ma ci siamo anche spostati lontano da Ferrara e provincia, suonando a Firenze ed a Rimini. La reazione del pubblico spazia da gentili apprezzamenti (sempre abbastanza contenuti nei toni) alla totale indifferenza.




Hai qualche episodio particolare da raccontarci della vostra vita da tour?

A Goro abbiamo suonato per strada, come al Ferrara Buskers Festival, ma non hanno chiuso la strada al traffico quindi le auto ogni tanto ci passavano davanti come nulla fosse.
In quell'occasione abbiamo conosciuto interessanti personaggi che suonano Spaghetti Samba, che certo conoscerai come genere universalmente affermato ed un simpatico spettatore che voleva suonassimo la sigla del programma televisivo Mixer, a noi sconosciuto. Abbiamo avuto anche il piacere di improvvisare con dei fiati aggiuntisi a sorpresa, a Rimini, così come al Buskers Festival, col sassofonista degli spagnoli Skarallaos. Una serata all'Osteria del Contrabbasso è sempre imprevedibile, tra corde di contrabbasso rotte, vasi distrutti, scene imbarazzanti e conversazioni deliranti.



Le tematiche delle vostre canzoni vi riguardano personalmente?


Essendo tutti pezzi strumentali, senza nessun testo scritto e per di più nemmeno nostri, direi che le nostre canzoni ci riguardano personalmente, al cento per cento.


Puoi parlare di qualche canzone che vi ha coinvolti in modo particolare durante la stesura?


La sera che abbiamo arrangiato a modo nostro "Blue Monk" di Thelonious Monk era presente un nostro amico, Stefano Raimondi, che ci ha dato numerosi consigli utili e molte idee. Sono vari i pezzi che ci hanno coinvolto, quando li abbiamo riarrangiati siamo sempre usciti un po' di cranio, perdendoci serate intere.


A voi i saluti e speriamo di vedervi presto in giro!

Il 26 Gennaio saremo al Patchanka, a Pontelagoscuro e da Febbraio suoneremo regolarmente all’Osteria del Contrabbasso.


Grazie, a presto!



Scritto da: Billy Blue

Data: 08-01-2013

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