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Mar 05 2013

L'INTERVISTA AI WHITE REVELLERS

di Vittorio Formignani

Dopo l'uscita del loro ultimo EP


Come già preannunciato vi proponiamo, cari lettori, l’intervista ai White Revellers.

I White Revellers (la cui formazione è: Davide Righini- voce; Nicola Scaglianti - seconda voce e chitarra ritmica; Matteo Faggioli - chitarra solista; Filiberto Tartari basso; Gianfilippo Invincibile – batteria), sono tutti qui con me per raccontarci chi sono.


La mia prima domanda riguarda il nome. A chi è venuto in mente e come mai lo avete scelto?

Matteo Faggioli: La scelta del nome risale a tre, quattro anni fa quando ancora come membri c’eravamo io (chitarrista), Davide Righini ( cantante), Filiberto Tartari (bassista) ed il nostro ex batterista Mattia Dall’Olio che poi ha deciso di seguire la sua vocazione metal.
Comunque, il nome Reveller, che vorrebbe dire “festaioli”, è venuto fuori in modo abbastanza casuale così come White. Insomma, un giorno l’ho proposto e anche se perfino io non ero più convinto del nome, la maggioranza della band lo ha voluto tenere. Il problema è che se sono poi pentiti anni dopo!
Gianfilippo Invincibile: Si in effetti alla fine del 2012 volevamo cambiare nome ma ci ha fatto cambiare idea il fatto che, se cerchi su internet “White Revellers”, non c’è nessuno che si chiami così.
Matteo Faggioli: Certo il nome “Festaioli Bianchi” dà un po’ l’idea di Ku Klux Clan.
Filiberto Tartari: Ed è per questo che il nome ci è venuto un po’ male ! Ma per ora lo teniamo.


Da quando e da chi è partito il vostro progetto?

Matteo Faggioli: Il progetto è partito da quando io ero in quarta superiore e Davide è arrivato nella mia classe dicendomi che cantava e suonava la chitarra e da lì è iniziata la nostra collaborazione. Poi, io conoscevo Filiberto perché avevo suonato anche con lui e con il nostro ex batterista.


Per quanto riguarda l’affiatamento, si è creato col tempo tra di voi oppure c’è stata fin da subito la scintilla d’intesa?

Matteo Faggioli: Guarda, se parli di tre anni fa, eravamo affiatatissimi forse perché non sapevamo bene in cosa ci stavamo addentrando.
Filiberto Tartari: Poi, prima avevamo l’altro batterista e con lui l’affiatamento era decisamente relativo data la lontananza di generi. Diciamo che c’era molta più intesa tra me, Matteo e Davide. In seguito all’entrata nella band di Gianfilippo, l'accordo si è decisamente alzato anche quando è entrato Nicola Scaglianti che è relativamente nuovo.
Gianfilippo Invincibile: L’affiatamento tanto più suonavamo insieme e ci esibivamo in pubblico, tanto più cresceva; anche perché se si rimane sempre in sala prove diminuisce col tempo. Però, andando in giro e avendo dei buoni riscontri non si può che avere dei risultati positivi, non solo musicalmente.
Matteo Faggioli: La coesione, infatti, adesso è il nostro forte!



Voi come genere musicale avete scelto il Rock come mai?

Matteo Faggioli: Io personalmente ho avuto un maestro di chitarra, improntato più verso blues e jazz, quindi il rock l'ho sviluppato anche per interesse personale.
Filiberto Tartari: Per me è stata più o meno la stessa cosa; avevo un maestro di basso con un impronta jazzistica che però non mi ha limitato e mi ha fatto studiare molto Rock comunque.
Gianfilippo Invincibile: Io, invece, non mi precludo a nessun tipo di genere musicale sia per lo strumento che suono, cioè la batteria, con cui mi pare sia più semplice imparare diversi generi. Non a caso con i White Revellers suono rock, con un altro cantante facciamo cantautorato italiano e sto facendo il triennio jazz. Per me è un modo per mettermi alla prova. Studiare diversi generi è come imparare il francese, l’italiano, l’inglese: più uno ne sa più un ha voglia di sapere.
Davide Righini: Io ho cominciato studiando chitarra poi col tempo mi è sempre più interessato il canto e alla fine ho deciso di studiarlo seriamente cominciando a frequentare il triennio jazz. Di recente mi sono messo a studiare anche canto moderno. Al momento mi piace di più il rock ma penso comunque che il jazz faccia bene.
Nicola Scaglianti: Io prima di venire a scuola di musica ho cominciato a suonare in una band poi ho capito che era meglio cominciare a studiare come si suona e mi sono iscritto all’Amf. Sono rimasto in quella band fino a poco tempo fa quando poi Filiberto mi ha chiesto di entrare nei White Revellers. E me l’hanno chiesto prevalentemente perché avevano bisogno di una seconda chitarra che poteva riempire gli spazi vuoti e di un buon cantante che facesse i cori.
GianFiliippo Invincibile: Quando Filiberto lo ha chiesto a Nicola lo ha riempito di complimenti tipo: “Canti bene Suoni bene.. Hai un bel culo!” E così alla fine lo ha convinto.


Avete delle band e/o degli artisti a cui vi ispirate?

Matteo Faggioli: Diciamo che la nostra peculiarità, per quanto si possa dire che assomigliamo a questa band o ad un'altra, è comunque che abbiamo uno stile nostro, infatti ci piacerebbe sentire un giorno: “Ma a che band ti ispiri? Ai White Revellers”.
Filiberto Tartari: Bene o male, ognuno cerca di metterci del proprio.
Matteo Faggioli: Prevalentemente però cerchiamo di ispirarci ad un rock più moderno dell’era post-grunge come i Foo Fighters, i Nirvana e di recente anche i Muse.
Gianfilippo Invincibile: Questo soprattutto per quanto riguarda il filone di influenze di Matteo e Davide la cui tipologia di arrangiamento rimanda al classico rock non troppo complicato. Per quanto concerne me e Filiberto, forse inconsapevolmente, ci ispiriamo ad un rock british leggermente più strutturato e vario. In ogni caso già all’interno di un brano si possono sentire e percepire queste varie personalità musicali che proprio per la loro varietà vengono a creare canzoni completamente diverse: infatti già nella nostra ultima demo i tre brani presenti Magic Train, Golden Star e The Poor and The Rich presentano una molteplicità stilistica e musicale. Tale fatto può essere un vantaggio ma anche uno svantaggio perché ci renderebbe difficili da classificare.
Matteo Faggioli: La nostra idea comunque è creare qualcosa di nuovo.


Chi scrive i testi?

Davide Righini: Prevalentemente i testi li scrivo io, esclusivamente in inglese di cui purtroppo nessuno di noi è un grande esperto e per ciò ci affidiamo ad amici fidati che conoscono bene l’inglese e ce li traducono. Purtroppo però una frase scritta in italiano e poi tradotta in inglese non rende quanto una pensata e scritta direttamente in inglese.
Il fatto di cantare in inglese lo abbiamo deciso per tenerci aperte più porte e per le sonorità che questa lingua ha.
Filiberto Tartari: Diciamo che nonostante li scriva Davide i testi, la canzone viene costruita per il 50 % da lui ma il rimanente 50% viene dal resto della band che poi adatta la musica alla linea di canto di Davide per rendere il pezzo più facilmente interpretabile da lui stesso.



Che cosa volete e dove volete arrivare, oltre al successo, con la vostra musica prima singolarmente e poi come Band?

Filiberto Tartari, Gianfilippo Invincibile, Nicola Scaglianti, Matteo Faggioli, Davide Righini: Divertirci e Divertire!
Davide Righini: Io non ho mai pensato di trasmettere un messaggio attraverso i miei testi, per la gente sento solo il bisogno di voler esprimermi con la musica.


Una curiosità: l’immagine dell’ultimo Ep è venuta spontanea?

Matteo Faggioli: Sì, sicuramente l’immagine è venuta spontanea al 100% anche perché eravamo in una vecchia sala prove sperduta in campagna e un giorno abbiamo aperto una porta ed abbiamo trovato questa stanza con i muri tutti dipinti e dato che era venuto anche mio fratello ad ascoltarci e per caso aveva una macchina fotografica l’abbiamo fatta. Poi le cose che vengono spontanee sono sempre migliori, infatti nella foto ognuno ha preso le cose più casuali come un joystick, un computer o un righello. Per ciò quella foto è venuta bene per il fatto che era assolutamente improvvisata.


Per quanto riguarda Nicola che è relativamente il membro più nuovo, che cosa ha portato in più alla vostra band?

Matteo Faggioli: Io personalmente ho recepito molto bene il suo arrivo perché non solo ha aggiunto la sua personalità musicale alla nostra band ma ha anche aiutato ad integrare e variare ancora di più il nostro stile musicale con il suo suono particolare derivato da influenze indie.
Nicola Scaglianti: Poi c’era una Les Paul serviva una Telecaster!
Gianfilippo Invincibile: Poi ci serviva un altro elemento per riuscire a raggiungere una maggioranza nei dibattiti. Infatti che suoni e canti bene non ce ne frega niente, a noi importa che ci sia per avere la maggioranza e che abbia un bel culo!


Quali avvenimenti in particolare vi hanno aiutato a consolidare la band?

Davide Righini: Sicuramente il concorso ad Emergenza del 2011 a cui non credevamo saremmo arrivati secondi ed un concorso che abbiamo vinto subito dopo questo. Personalmente il primo concerto acustico con Nicola che ha portato una ventata d’aria fresca.


E di presenza scenica ne avete?

Davide Righini: Io cerco sempre di avere e dare un impatto non solo durante le esibizioni live ma cerco di vestirmi anche in modo buffo e simpatico per far divertire il pubblico e gli altri membri della band.
Nicola Scaglianti: Io invece ho notato che la presenza scenica è aumentata col mio arrivo e che la coesione col gruppo aiuta tutti ad essere più sciolti infatti Filiberto nell’ultimo concerto ha preso a fare una movenza e non ha smesso più.
Filiberto Tartari: Poi suonando live non può che aumentare.


Volete dire qualcos’altro?
Filiberto Tartari, Gianfilippo Invincibile, Nicola Scaglianti, Matteo Faggioli, Davide Righini: Vogliamo ringraziare Nicola Nagliati che ci sta facendo un book fotografico.
Filiberto Tartari, Gianfilippo Invincibile: Seguiteci!
Nicola Scaglianti, Matteo Faggioli: Non venite ai concerti se non bevete!
Davide Righini: Hi everybody we are White Revellers and the music we listen is on Virgin Radio!

Scritto da: Vittorio Formignani

Data: 05-03-2013

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