La speranza è un sogno ad occhi aperti

Aristotele

Mar 09 2013

VOODOO HIGHWAY

di Fulvio Gandini

… Showdown!


I Voodoo Highway sono sicuramente una delle Rock Band emergenti più importanti del panorama nazionale. Dopo il successo del loro primo disco, Broken Uncle’s Inn, la promettente combriccola si prepara ad affrontare nuovi orizzonti internazionali, sia con le prime trasferte fuori dai nostri confini che con la loro nuova fatica in studio: Showdown, album che verrà distribuito in diverse parti del mondo.
In un freddo pomeriggio invernale ho avuto l’onore e il piacere di fare quattro chiacchiere alcuni elementi della band: Federico Di Marco, Filippo Cavallini e Matteo Bizzarri, rispettivamente lead vocalist, bassista e chitarrista della formazione.


Parliamo subito di Showdown, il nuovo disco, che si mostra sin dall’inizio ancora più improntato verso l’Hard Rock rispetto a Brocken Uncle’s Inn

Filippo Cavallini: Showdown, che ad oggi è il nostro secondo album, è fondamentalmente una carrellata di canzoni composte tra Agosto 2011 e Febbraio 2012 in un regime di vita forzato, peraltro senza alcun motivo perché penso nessuno volesse necessariamente che facessimo un altro disco. Le tematiche sono leggermente più serie questa volta: anziché parlare di ragazze obese parliamo di ragazze magre, ed anziché trattare di Gesù Cristo trattiamo di alieni. Una canzone mantiene la costante della tematica “delusioni amorose del cantante”.
Federico Di Marco: Sì, un uomo distrutto che vaga per il bagno…


Come e da chi è stato registrato l’album?

Filippo Cavallini: abbiamo registrato Showdown con Dysfunction Productions, un team di produttori noti perlopiù per i loro lavori con Anthony Phillips (Genesis), John Wetton (King Crimson, Uriah Heep, Asia) e Logan Mader (Machine Head, Soulfly etc…). Il lavoro è stato interessantissimo, abbiamo lavorato molto in studio, riarrangiato alcune parti, abbiamo fatto (incredibilmente!!) le cose “non alla carlona” questa volta.
Il lavoro di produzione è stato sicuramente molto utile anche come bagaglio per eventuali esperienze future. La presenza di un produttore esperto come Eddy Cavazza ha sicuramente poi aiutato a perfezionare dettagli e fasi sia della composizione, che della registrazione a noi del tutto oscuri. Il master è stato fatto agli Sterling Sound di New York da Ue Nastasi.


Rispetto a Brocken Uncle’s inn, si nota come la voce venga usata in maniera differente, come impostazione e come registro.

Federico Di Marco: Sin da quando abbiamo iniziato a comporre i brani, l’approccio si è rivelato meno infantile e lasciato al caso, il che mi ha permesso anche di prepararmi con più cognizione di causa ad ogni “coloratura” dei pezzi che nascevano. C’è da ribadire come la presenza di Eddie Cavazza sia stata determinante anche in questo caso; i suoi consigli sono stati enormemente utili per un “povero caciottaro” quale sono (risate, ndr.). La cosa che mi soddisfa è che in ogni canzone sono riuscito a dare un particolare timbro, un caratteristico modo di sporcare la voce, in modo da rendermi più dinamico all’interno dell’album.


Fra l’altro, ho trovato molto belli i suoni di chitarra: sempre riferendomi allo scorso CD, i timbri ed i fraseggi di Bizzo sono diventati molto più caratteristici.;

Federico Di Marco: Sì, infatti, la strumentazione utilizzata era molto più professionale! Si è puntato molto sul vintage, come chitarra è stata usata una Fender Stratocaster anni ’70, mentre come amplificatori sono stati alternati dei Marshall e dei Mesa Boogie vintage.

Filippo Cavallini: Bizzo inoltre ha avuto anche un’importante evoluzione, lasciando perdere un po’ il suo fanatismo Blackmoriano per cercare un po’ un carattere suo e maggiormente personale.



Sì, infatti mentre nel primo disco si notava subito una discendenza diretta dai Deep Purple, in questo è più difficile collocarvi all’ombra di un altro gruppo e…

Filippo Cavallini: Penso che i Deep Purple ne siano enormemente felici!


E che dire di questa copertina? Ho saputo che è stata fatta da un vero “pezzo grosso”!

Filippo Cavallini: anche questa è un’ enorme vergogna per il mondo della musica seria… Un bel giorno non sapendo cosa fare ho deciso di mandare una mail a Storm Thorgerson (noto per i suoi lavori con Led Zeppelin, Pink Floyd, Black Sabbath, Scorpions, Dream Theater, Rainbow etc, ndr.) chiedendogli se fosse stato possibile lavorare insieme per la copertina del nuovo album. Ovviamente in cuor mio sapevo bene che lo stesso uomo che quarant’anni fa aveva disegnato “The Dark Side of the Moon” mi avrebbe con tutta probabilità “sfanculato”, perdona il francese…
Di lì a qualche giorno mi risponde esponendomi il suo tariffario, al che gli rispondo che, onorato di aver scambiato una mail con lui, lo salutavo perché da band di indigenti quali siamo non ci saremmo potuti permettere un suo lavoro. Incredibilmente Storm ha preso la cosa in simpatia, si è molto appassionato alla musica ed alle tematiche dietro i testi che ho scritto e si è dunque impegnato nel farci una copertina ed un intero booklet per un prezzo di “superfavore”. Insomma, tutto sommato ho portato a casa una bella soddisfazione, specie alla luce dei soliti ovvi commenti che possono girare, alla “ah ma basta pagare”… certo che basta pagare, è’ un professionista!


Torniamo un attimo indietro nel tempo: ci raccontereste la storia dei famigerati Voodoo Highway?

Filippo Cavallini: È una storia orribile che ci ha segnati tutti nel profondo… è tutto nato tre anni or sono, in un umido fienile di campagna dove facevamo delle pessime jam (è che non siam jazzisti…). Da lì son nate le prime canzoni, abbiamo deciso di registrare delle cose, fatto dei concerti, fatto i pagliacci e ci siamo anche fatti compatire direi… In somma abbiamo messo su una gran bella band ed un gran bel gruppo di amici, non solo tra noi musicisti, ma anche con tutti i ragazzi che ci hanno sempre aiutato ad andare avanti! Ares Brunelli, fido video maker e fotografo, Vittorio Cristofori che ci fa dei set fotografici osee, il nostro manager Axel Wiesenauer, Ferio e tutti i nostri amici, Eddy Cavazza stesso… insomma, la cosa bella di tutta questa storia, aldilà dei dettagli più deducibili e noiosi, è che ci divertiamo una cifra!


“Brocken Unkle’s Inn”, chi è lo Zio Rotto a cui è dedicato quel disco?

Filippo Cavallini: lo Zio Rotto è un nostro buon amico che frequentava il nostro vecchio pub di fiducia “La Corte”. Dal momento che è entrato subito nelle nostre grazie abbiamo deciso di dedicargli l’album... Così!



Avete qualche aneddoto o situazione strana da raccontare: [Nel frattempo era arrivato anche Bizzo]

Filippo Cavallini: Boh… cos’è che è successo di schifoso?
Federico Di Marco: Che abbiamo registrato un disco! [risate ndr]
Filippo Cavallini: Una volta stavamo tornando dalla radio quando Fada ha misteriosamente iniziato a riempirsi di bubboni in giro. Fa ridere? A lui mi sa di no.
Matteo Bizzarri: Adesso sono a dieta e mangio solo insalate e tonno al naturale… oggi ho mangiato anche “due fette di tacchino”
Filippo Cavallini: C’è un elemento della nostra band a cui piacciono le ciccione!
Matteo Bizzarri: Fra l’altro Blackmore ha il nostro CD!
Filippo Cavallini: Avevamo appena detto di essere usciti dal “feticismo Blackmoriano”...
Federico Di Marco: …Adesso invece ci siamo tornati!
Matteo Bizzarri: Ma no dai, adesso ascolto dell’altro: i Rainbow, Blackmore’s Night… [Risate ndr]


Come ha fatto Blackmore ad avere il vostro CD?

Matteo Bizzarri: Ho partecipato ad un concorso in cui c’era in giuria il guitar tech di Blackmore, e l’ho vinto! Quindi mi è stato dato il suo indirizzo per spedirgli il disco. Abbiamo inoltre allacciato rapporti morbosi anche con Graham Bonnet (ex cantante dei Rainbow tra i vari) sempre grazie a questo concorso… Oramai stiamo stalkerando tutta la compagine dei vecchi Rainbow.


Tornando ancora a Showdown, come verrà distribuito?

Filippo Cavallini: abbiamo firmato con l’etichetta tedesca “Dust On The Tracks Records”. Come distribuzione usciamo per Sony Music qui in Europa Continentale, RSK nel Regno Unito, per la Universal in Canada e la MVD in America.


Avete concerti in programma o progetti per il prossimo futuro?

Filippo Cavallini: al momento non c’è troppo di confermato… Sabato 6 Aprile presentiamo il nuovo disco ed uno show ovviamente catastrofico in Sala Estense qui a Ferrara, sempre per Aprile e Maggio ci sono in programma alcune date qui e là in giro per Italia (Novara, Roma, Cremona... boh!). Per ora di ulteriormente confermato c’è un festival in Belgio a Giugno dove condivideremo il palco con Rhapsody, Symphony – X, Tygers of Pan Tang, Hell e tanti tanti tanti altri… Al momento siamo comunque concentrati sulla realizzazione del nuovo videoclip a tema “mafia e criminalità”… ci sarà da vergognarsi.

Scritto da: Fulvio Gandini

Data: 09-03-2013

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