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Apr 07 2013

Intervista a… Roberto Formignani

di Nicolò Farina

Dalla "Mannish Blues Band" all'A.M.F.



Non c'è bisogno di presentazioni per Roberto Formignani, socio - fondatore ed attuale presidente della Scuola di Musica Moderna. Musicista a tutto tondo, riconosciuto a livello nazionale. Oggi ci racconterà come ha mosso i primi passi nel mondo della musica fino ad arrivare a presiedere la Scuol2a di Musica più importante dell’Emilia Romagna.


Come hai mosso i primi passi nel panorama chitarristico?

Tutto è iniziato quando avevo 12 anni, andai a trovare insieme ai miei genitori un amico di famiglia, lì incontrai un ragazzo poco più grande di me che mi fece sentire due accordi veloci sulla chitarra. Alcuni giorni dopo fu proprio lui ad accompagnarmi ad acquistare la mia prima chitarra. Il primo approccio non fu felicissimo, da autodidatta utilizzavo una tecnica “bassistica” suonando con un dito solo invece che con due e rendendomi conto che non avrei combinato niente, ho smesso per un anno e mezzo. Dopo diversi anni riuscii a mettere via abbastanza soldi da comprarmi un’altra chitarra con la quale iniziai a studiare, “sempre da autodidatta”, molto seriamente curandomi in particolar modo della posizione delle mani sul corpo e sulla tastiera.


Come è iniziata la tua storia con la musica blues?

Tutto è iniziato nel 1980 quando incontrai Antonio D’Adamo. Insieme decidemmo di formare un gruppo, la “Mannish Blues Band”, dopo aver visto nel 1981 un concerto della “Blues Band” al palazzetto dello sport di Imola, anche se in realtà noi già ci trovavamo per provare. Il primo concerto lo organizzammo noi. Stampammo dieci locandine, prendemmo in affitto la sala del cinema San Benedetto e facemmo circa quattrocento persone. Era il 20 Maggio 1982. Da quel concerto iniziammo ad essere sulla bocca di tutti, specie su quella di un giornalista che scriveva molto bene di noi e ci trovammo a suonare nella stesso palazzetto dove un anno prima vedemmo quel famoso concerto.
Nel 1985 suonammo alla Rai ed il fatto di suonare in televisione ci diede molta visibilità specie a quell’epoca. Subito dopo suonammo nei più importanti festival blues italiani come ad esempio il Pistoia Blues Festival.



Com’è nato il progetto della Scuola di Musica Moderna?

Io inizialmente, già quando la scuola di musica si stava avviando, insegnavo blues a Bologna. La scuola era però ad indirizzo molto chiuso, nel senso che era una scuola di alto livello che indubbiamente limitava molto il numero di allievi. Venni chiamato per fare un seminario di chitarra Blues nel 1988 e piacqui così tanto ai ragazzi che chiesero di tenermi ad insegnare all’interno della scuola. Nel 1990 però la cooperativa Charlie Chaplin, che era stata colonna portante nella nascita della Scuola, volle chiudere, ma io e gli altri insegnanti decidemmo di portare avanti il progetto e divenni socio fondatore dell’attuale Associazione Musicisti di Ferrara. Nel 2000 venne cambiato tutto l’organico del consiglio direttivo e venni eletto presidente della Scuola.


Questa realtà che cosa significa per te e quali obiettivi ti poni da provare a raggiungere?

La Scuola di Musica per me è molto di più di una “scuola”, intesa nel vero senso della parola, per me suonare, insegnare, divulgare la musica , praticarla insieme è un modo per favorire i rapporti con le persone, fa parte della convivialità quotidiana e, paradossalmente, questa è una realtà sociale e politica, perché se sei sensibile ad un certo tipo di discorsi hai la tendenza ad abbracciare un certo tipo di idee rispetto a delle altre. La Scuola per me è questo, cercare di trasmettere una forma d’arte, la musica in questo caso. Io credo che tutte le forme d’arte sono volte a sensibilizzare ed ad ingentilire l’animo delle persone e questo è un argomento che tocca tutti. La sensibilità è molto importante per affinare delle doti che sconfiggono l’ignoranza, che è la regina di tutte le guerre ed è questo per me l’aspetto più importante.


Grazie Roberto, continua a portare avanti questo fantastico progetto insieme con la Scuola di Musica.

Un Saluto.

Scritto da: Nicolò Farina

Data: 07-04-2013

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