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Apr 30 2013

Dal 3 al 5 maggio a Ferrara

Si Gioca 2013: giocarsi la città

di Pasquale Matarazzo

Intervista a Gian Luca Balestra di Spigoli & Culture



Gioco e approfondimento conoscitivo è il connubio che si propone di realizzare “Si Gioca 2013: giocarsi la città” organizzata dall’associazione Spigoli & Culture in collaborazione con l’associazione culturale Colonne d’Ercole e l’associazione ludica Gilda dei Giocatori che si terrà a Ferrara da venerdì 3 a domenica 5 maggio.
Si tratta della III edizione della manifestazione che dopo aver avuto come temi il Risorgimento e l’ Economia quest’anno avrà come fil rouge la città, intesa sotto vari aspetti. La dimensione urbana vista come un momento di evoluzione dell’essere umano, la città come spazio indefinito che esige un’interpretazione. L’iniziativa, ad ingresso libero, si svolgerà tra la Biblioteca Bassani, il Dragon Store e la Galleria Matteotti e prevede laboratori rivolti alle scuole medie inferiori, conversazioni a tema (presentazione del libro ‘Il vento di Dio’ di Dario Gigli, una tavola rotonda con le case editrici di giochi per capire meglio “cosa si gioca e perché”) e ovviamente gioco con l’anteprima nazionale del gioco Ships of Glory, l’anticipazione del gioco Gladiatori, tornei e domenica (alle 11) in Galleria Matteotti il tentativo di battere il record del mondo predisponendo la partita con il più alto numero di giocatori contemporaneamente presenti allo stesso tavolo con Wings of Glory.
Per informazioni e il programma della manifestazione:http://www.spigolature.it/


Per capire meglio cos’è “Si Gioca: giocarsi la città” abbiamo intervistato Gian Luca Balestra dello staff di Spigoli & Culture, associazione organizzatrice della manifestazione.

Gian Luca, che cos’è Si Gioca?
“E’ il tentativo di trattare argomenti complessi come possono essere (e sono state nelle precedenti edizioni della manifestazione) il Risorgimento, l’Economia e la Città (il tema dell’edizione 2013) sia dal punto di vista culturale che del gioco. Conoscere giocando, insomma. Chi gioca in realtà sceglie di approfondire un tema. Si può scegliere di spiegare argomenti ai ragazzi in maniera meno ordinaria e forse più semplice attraverso anche il divertimento. Il gioco in scatola non è fine a sé stesso, ma può essere utilizzato per veicolare nozioni, penso ad esempio a quelle geografiche, argomento trattato pochissimo dalla scuola di oggi, ma anche l’economia, la storia,ecc. La scelta di svolgere delle attività alla Biblioteca Bassani va letta in questo senso. Sarebbe bello che in quello spazio possa esserci una ludoteca dove magari al gioco unire la possibilità di approfondire i temi legati ad esso con i libri presenti in biblioteca. In modo da poter vivere uno spazio a 360°”.

Perché la scelta del tema della Città per la terza edizione del Si Gioca?
“Quest’anno abbiamo scelto l’idea di città. O meglio le diverse chiavi di lettura attraverso le quali fornire una descrizione dell’ambiente urbano. Un’interpretazione della città attraverso un percorso non ortodosso. Non è un’iniziativa banale, ma la prova di un approccio complesso al tema con diversi percorsi a confronto. Per anni il fumetto è stato considerato letteratura di serie B, legato all’età giovanile prima della rivalutazione. L’ambizione è far succedere la stessa cosa per il gioco. Non è facile. Ci proviamo con l’organizzazione di una tre giorni dedicata al mondo del gioco. Ci saranno laboratori, conversazioni a tema e gioco ovviamente. Sul tema della Città. Venerdì 3 maggio l'apertura alla Biblioteca Bassani con l'approccio alla dimensione sonora della Città con Andrea Castellari. Poi nel pomeriggio al Dragon Store i tornei di Wings of Glory e di Suburbia. In questo caso il gioco consiste nella costruzione di un quartiere urbano in maniera equilibrata. Poi la presentazione in anteprima nazionale del gioco Sails of Glory du Andrea Angiolino. Sabato 4 maggio la giornata clou dell'evento che si svolgerà interamente alla Biblioteca Bassani: la città come un Dungeon con Raffaele Vianello e i laboratori con le scuole medie inferiori. Nel pomeriggio la presentazione del libro di Dario Gigli “Il vento di Dio” poi la partita in anteprima di Sails of Glory, che anticiperà le finali del torneo di Wings of Glory e Suburbia. Domenica 5 maggio in Galleria Matteotti la caccia al record con la partita a Wings of Glory”.

Siamo alla terza edizione quale sarà la risposta del pubblico?
“La manifestazione vivrà il suo clou nella giornata di sabato 4 maggio. Non è il massimo, perché di solito queste iniziative attirano di più nelle giornate infrasettimanali. Può sembrare una scelta non felicissima, ma seguiamo una strada già battuta. Lo scorso anno con un tema ostico come l’Economia gli accessi in biblioteca furono quadruplicati. Di solito il mondo culturale ferrarese è immobile, poco ricettivo quando si tratta di diffondere la cultura e il sapere con metodi fuori dai canoni. Speriamo di coinvolgere soprattutto i più giovani anche grazie alla presenza delle scuole”.

Il tentativo di battere il record del mondo di partecipanti attorno ad un unico grande tavolo di gioco è un modo per rendere più spettacolare l’evento?
“Il tentativo di battere il record mondiale con Wings of Glory è l'idea di domenica mattina (5 maggio). Disputare la partita più numerosa mai giocata al mondo. Diciamo che è un po' una provocazione. In Galleria Matteotti (piazza Trento e Trieste, ndr) proveremo a battere un record mondiale con un gioco molto semplice basato su uno scontro aereo della Prima Guerra Mondiale con modellini in scala degli aeroplani. E’un gioco ideato da Andrea Angiolino, giornalista, scrittore e anche autore di giochi e ospite della manifestazione nel corso della quale, venerdì 3 maggio alle 21 al Dragon Store presenterà in anteprima nazionale il gioco Sails of Glory. Ritornando al tentativo del record mondiale, abbiamo predisposto 120 modellini. Speriamo di avere 100-110 giocatori, ma sarà difficile. Finora il record è stato realizzato negli Stati Uniti con 92 giocatori, lì però c'è una forte cultura del gioco. In Italia a Pisa si è arrivati ad 82 giocatori. Sarà un momento ludico e diciamo una specie di rito conclusivo propiziatorio. Speriamo di riuscire a sedere attorno ad un tavolo le famiglie”.


Qual è la situazione del movimento gioco in Italia?
“Va fatta una stima calibrata con attenzione. Occorre ben definire cosa intendiamo per gioco. Tuttavia un riscontro del movimento ‘gioco’ in Italia è possibile dal successo che riscuotono due iniziative: il Lucca Comics & Games, che si tiene nel mese di novembre, e il Play di Modena, a marzo o settembre. Il Lucca Comics & Games è una manifestazione che coinvolge tutta la città e riguarda oltre al fumetto sia il gioco in scatola che al computer, diventato ormai una realtà importante. Molte nozioni passano dai giochi elettronici. E' una rassegna importantissima a livello internazionale. Poi c'è Play a Modena una convention di giochi da tavolo, di ruolo, wargames e videogiochi che si è tenuta per la prima volta a Pavia, poi passò a Modena con il nome di ModCon. Si gioca, si viene a conoscenza delle ultime novità e si discute anche dei giochi elettronici dove spesso bisognerebbe lavorare maggiormente sulle nozioni storiche trasmesse perché capita che siano sbagliate. Oltre al movimento dei giocatori, c'è da sapere che in Italia c'è un settore molto importante che riguarda il made in Italy con aziende piccole e medie che producono giochi. La qualità è molto elevata e spesso alcuni titoli vengono prodotti esclusivamente in inglese per il mercato anglosassone, parlo soprattutto di wargames con situazioni storico-politiche ben determinati, penso ad esempio al Rinascimento o alla Prima Guerra Mondiale. Viceversa il mercato italiano importa qualsiasi schifezza venga prodotta sul versante americano o nordeuropeo. Siamo un popolo di esterofili che non apprezza i giochi fatti in casa. A volte hanno una meccanica così ripetitiva che sfiora la noia”.

Quali devono essere le caratteristiche per un buon “gioco”?
“Giocare è stare insieme. Interagire con gli altri giocatori per poter trascorrere insieme del tempo e confrontarsi. Un gioco deve proporre l'interattività con le altre persone altrimenti non è un gioco, ma un solitario. Non si può pensare al gioco come tempo perso, perché giocare è ben di più. Non solo comprende l’apprendimento di varie nozioni, ma stimola la curiosità del ragazzo. Nel sito della nostra associazione: Spigoli & Culture, dedicato al mondo del gioco, parliamo e approfondiamo l'aspetto sociale, culturale del ‘gioco’”.

Scritto da: Pasquale Matarazzo

Data: 30-04-2013

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