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Il figlio dell'altra
Una narrazione sorprendente che diventa cronaca della verità
Un film di Lorraine Lévy
Con Emmanuelle Devos, Pascal Elbé, Jules Sitruk
Titolo originale: Le Fils de l'Autre
rammatico, durata 105 min. Francia2012

il figlio dell'altra

Il film che non t'aspetti. "Il figlio dell'altra" di Lorraine Lévy è una pellicola interamente ambientata tra i Territori palestinesi e Israele, e racconta una storia di semplice quotidianità nel dramma infinito di questi due popoli. Due famiglie, da una parte e dall'altra, una araba e una israeliana. E due bambini che alla loro nascita, nel 1991 durante il primo conflitto del Golfo, sono protagonisti di un incredibile quanto paradossale caso di scambio di culla, per cui ad una famiglia araba viene dato un bambino ebreo e ad una israeliana uno arabo. Dal giorno in cui i due ragazzi compiono 18 anni ha inizio l'intera vicenda che li porterà infine a superare le barriere, quelle fisiche e reali, fatte di alti muri, checkpoint e filo spinato e quelle mentali, nella secolare opposizione di culture e di religioni che da sempre lacera questa terra.

Gli attori, per lo più sconosciuti al grande pubblico, sono il filo conduttore di tutta la storia e sono loro a consegnare il vero successo a questo film. Sentimenti veri, passioni che catturano e coinvolgono lo spettatore e ne rapiscono l'attenzione. Yacine, ebreo cresciuto da palestinesi e Joseph, palestinese cresciuto da israeliani decidono di incontrare e conoscere le proprie famiglie naturali. "Ismaele ed Isacco", di nuovo fratelli, rompono e annullano il tempo della storia di odio e segregazione che ha reso nemici le due antiche stirpi. La narrazione diventa cronaca del vero: le riflessioni più intime dei protagonisti, nell'ingenuità della loro giovinezza, sono l'antidoto più efficace contro il destino che li vuole antagonisti per sempre. Tra la povertà e la desolazione nei Territori, all'ombra del grande muro che li divide dallo Stato d'Israele e la ricchezza ostentata e liberamente vissuta di Tel Aviv, si scoprono emozioni vere che grazie a questa inedita esperienza portano ad una riappacificazione reale, rendendo tutto all'apparenza così semplice.

Penso che questo film spieghi alla perfezione come il "processo di pace", costruito da decine di altisonanti conferenze, inseguito e anelato da decenni, sia probabilmente una farsa. Quasi una commedia perpetua per l'appetito dei rispettivi governanti che su questo conflitto hanno costruito la loro legittimazione e che nella negazione della pace possibile hanno consolidato la loro autorità, portando avanti questo martirio all'infinito. Yacine e Joseph sono l'emblema del possibile. Sono il cuore pulsante di un' umanità che si ribella, che non rinuncia a lottare per la propria libertà e che vuole essere l'esempio per un nuovo corso in cui Ismaele e Isacco, figli della stessa terra, possano tornare ad essere un unico popolo, costruttori ed artefici del proprio destino.

Antonio Vergoni
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