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May 11 2013

Alberto Angela ospite a Ferrara

di Grazia Russo

La cultura in un libro: Pompei



La passione trasformata in lavoro: una vita in viaggio per il piacere di raccontare, osservare, raccogliere e quando necessario spiegare, ma in modo semplice per arrivare a tutti; incuriosire e catturare nuovo pubblico, tenere lì inchiodato al documentario il pubblico più affezionato: questo è Alberto Angela e la sua cultura e la sua passione sono ciò che si è respirato ieri a Ferrara in Aula Drigo per la presentazione del libro Pompei, a cui il noto conduttore televisivo e autore di libri di divulgazione scientifica è intervenuto.
libro pompei

Un libro in un’edizione firmata da Livio Zerbini ed edita dalla UTET in un’edizione esclusiva e di pregio. Nel libro si narra la storia di Pompei, delle sue case, dei numerosi affreschi con tutto il loro misterioso bagaglio di rimandi simbolici; si cammina lungo le vie che sono ancora oggi ben visibili nella città campana e che Livio Zerbini racconta come in un romanzo: fondendo la passione dello storico con la narrazione avvincente del racconto. Pompei con gli scandali dei crolli, Pompei in stato di abbandono, Pompei come metafora da cui ripartire per salvaguardare lo stato della cultura italiana.

Gira e rigira si torna sempre a parlare di arte, cultura, beni da salvare in Italia, stato di abbandono dei siti archeologici di maggior interesse a livello mondiale presenti sul nostro territorio, dati statistici sui siti considerati patrimonio dell’Unesco, confronti con gli altri stati e sul loro modo di valorizzare l’arte e di fare cultura, sintetizzando: l’incuria made in Italy.
Dov’è la novità? La novità sta nel fatto che di fronte a partiti che durante le passate elezioni politiche non hanno speso una parola sulla cultura in Italia e non hanno presentato alcun progetto/programma su come valorizzare l’arte di questo paese facendone il vero motore per risollevare l’economia italiana; ebbene, in questo clima di disinteresse emerge il viaggio del neo eletto ministro per i Beni le attività culturali e il turismo Massimo Bray, che si è recato proprio a Pompei, per osservare da vicino lo stato in cui versa l’antica città romana.
Una città in cui, sostiene Alberto Angela: “Mi reco dal 1994 e che ancora oggi a quasi vent’anni di distanza non smette di regalarmi sorprese; ogni volta che vado per registrare una puntata scopro qualcosa di diverso, di nuovo che prima non avevo notato. È una città che si presenta come il volto di Roma, perché lì tutto è rimasto com’era moltissimi anni fa sotto grossi strati di lava. Sui muri delle circa 800 case che si trovano a Pompei vi sono numerosissimi graffiti in cui si affrontano le tematiche più varie: dall’amore, agli insulti politici, riferimenti allo sport o ad attrici del tempo molto famose e molto amate dagli abitanti. Tutto questo perché era una città viva.”



Il patrimonio di cui disponiamo ha un’importanza fondamentale ed è necessario trasmettere anche alle future generazioni l’importanza della cultura da salvaguardare e valorizzare, perché parlare di cultura non significa far riferimento a oggetti impolverati, ma alla vera bellezza che con un’adeguata lungimiranza produce anche economia. In un momento drammatico quale è quello attuale ed in cui da più parti si cerca di trovare nuove sorgenti economiche è necessario partire dai dati allarmanti che ci riguardano (l’Italia sta precipitando nella classifica delle località mete di turismo, a favore di mete nuove quali la Cina) e ripartire con un nuovo investimento dall’ alto valore formativo – culturale.

Già Stendhal sosteneva che il nostro paese è intriso di bellezze e in un suo scritto lascia trasparire tutta la gioia di trovarsi in Italia per poter osservare direttamente tutto ciò di cui aveva solo letto; inoltre recenti sondaggi dimostrano come più del 60% degli italiani ritenga che il patrimonio artistico – culturale italiano sia il primo punto di coesione nazionale, che unisce tutti nel “sentirsi italiani” .

Fatta l’Italia, si può pensare di far gli italiani partendo dalla cultura? Sembrerebbe di sì. In uno dei paesi che vanta la maggior divisione territoriale a livello storico – politico, finalmente un punto di unione: la bellezza della nostra arte e la stizza nel vederla esposta in tutti i musei più importanti del mondo.
Ci si dovrebbe arrabbiare anche di fronte a numeri come i seguenti: nel Museo Archeologico di Napoli in cui si raccolgono gran parte delle opere ritrovate a Pompei, ad oggi sono esposte nelle numerose sale solo 1/3 delle opere conservate nei tre piani sotterranei e in un piano nel sottotetto.

Scritto da: Grazia Russo

Data: 11-05-2013

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