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May 19 2013

MARIA KESSLER - 6° PARTE

di Sara Draghi

Il profumo dell’occulto

Fotografia storica di tre donne volanti

Ritiro fuori dal cassetto le mie ambizioni artistiche un giorno in cui mi chiama Massimo e mi dice “Senti andiamo a Berlino?”.

Una galleria berlinese, nata da alcuni anni sulla Allerstraße nel cuore del quartiere emergente di Neukölln, gli ha proposto di organizzare una mostra di sue fotografie, da inaugurare con una performance(*).
Lui pensa a me. Imperfect-Impossible è il titolo dell’esposizione. Ci incontriamo un pomeriggio per progettare la mia mise en scène, scegliamo le maschere, i vestiti e i movimenti nello spazio.
Riconosco che l’arte vista da dietro, dalla cabina di regia, perde molto del suo incanto, del suo carisma. E’ un lavoro artigianale, molto tecnico, con lunghe fasi di progettazione e false partenze. Qualcosa di molto simile al costruire una sedia.

Prenotiamo il volo, la Crissy vuole venire assolutamente con noi perché a Berlino non c’è mai stata. Si finge la nostra fotografa ufficiale nella chimera di farsi pagare la cena dalla gallerista (assicuro che il suo ingresso in galleria è stato dei meno consoni alla parte, con compatta di 10 anni fa’ conservata all’interno di un calzino di spugna).
Grazie all’occhio per gli affari di Massimo ci ritroviamo alloggiati in un monolocale di periferia, lontano 2 km a piedi dalla prima fermata della metropolitana.
Il suburbio si rivela rinomata zona di villeggiatura per tossici, dico villeggiatura perché mai mi è capitato di vederne di così allegri e spensierati organizzare feste dalla mattina alla sera nei parchi pubblici. Vedendoli ci mettiamo a fantasticare sui loro happy hours. L’idea che a queste feste ciascuno porti oggetti assolutamente inutili, come scatole vuote o quotidiani di un mese prima, innesca in noi incontenibili risate.

Il giorno del vernissage ci dirigiamo verso la galleria per le presentazioni e l’allestimento. Suoniamo il campanello ma siamo evidentemente in anticipo dato che ci apre la porta un tizio in mutande, tal Sebastian, francese, pittore di mucche.
Dopo un iniziale perplessità (nostra in particolare) Sebastian ci fa accomodare e ci spiega che la gallerista lo sta gentilmente ospitando nel ripostiglio da qualche giorno, giusto il tempo di ambientarsi a Berlino e trovarsi un lavoro e una casa. I quadri del ragazzo non sono niente male, ritratti di mucche da latte, tagliate cinematograficamente in primo piano, su uno sfondo bicolore, cerchio colorato su campo bianco.

Le fotografie di Massimo sono già alle pareti. “La mamma” ha avuto un piccolo incidente di percorso, il vetro si è frantumato durante il trasporto e alcune schegge sono rimastre incastrate nella fessura della cornice.
L’ora dell’inaugurazione arriva ma di visitatori nemmeno l’ombra. Crissy ha già inaugurato il buffet e io, ancora in abiti borghesi, vago nervosamente avanti e indietro per la galleria. Poi, di punto in bianco, due ore dopo l’apertura ufficiale della mostra, lo spazio si riempie di gente e posso dare il via alla mia esibizione. Oltre gli scatti della nostra “fotografa ufficiale”, vedo molti flash e videocamere puntate su di me. Al termine della performance è previsto che io “esca di scena” chiudendomi in bagno. Quando siamo allo zenit della mia performance, con la folla che mi segue con lo sguardo, inizio a camminare lentamente lungo il corridoio in direzione toilette, afferro la maniglia, tiro....
CHIUSA! Riprovo senza scompormi, la gente mi osserva.
È PROPRIO CHIUSA CAZZO, C’È QUALCUNO DENTRO CHE STA PISCIANDO!!
Imbarazzo.
Dopo qualche secondo la porta si apre, esce un tizio tirandosi su la patta. Ci guardiamo, io ho una maschera da pecora. Gira lo sguardo e si accorge di essere osservato. Fa un sorriso a me e al pubblico e si allontana, mentre io esco trionfalmente di scena.
Inconvenienti a parte la serata prosegue nel migliore dei modi, poi Massimo mi abbraccia e mi dice “Sai che a giugno mi sposo!



Il profumo dell’occulto

Foto in bianco e nero con ragazzo con una rosa in mano e un violino alle spalle

Mr Cotin risalì le scale, estrasse dalla tasca una chiave e chiuse con quattro mandate la porta del rimorchio. Fece un gentile inchino a Maria Kessler e si allontanò per il viottolo. Quando lo scrocchio dei passi sulla ghiaia fu ormai lontano, la ragazza montò in cima alla scaletta e sbirciò dal buco della serratura, ma il buio non le permise di vedere nulla al suo interno. Solo un acre odore di pesce lasciava immaginare il suo colossale contenuto.
La luce irradiata dalla città e dalla luna calante le consentì di perlustrare le sei facce del container. Oltre l’ingresso per il pubblico vi era sul retro una seconda entrata, anch’essa perfettamente sbarrata. Maria Kessler, aiutandosi con un grosso ramo tentò di forzare la porta.

- Guardi che Mr Cotin non scorda mai di dare quattro mandate alle porte della sua fortuna!
Maria Kessler si voltò spaventata. In piedi alle sue spalle lo stesso ragazzo che poco prima la osservava con disinvoltura dalla panchina dell’ottovolante.
- Quell’imbroglione mette sotto chiave i suoi segreti, se così li vogliamo definire...
- Chi sei tu che mi compari sempre come un fantasma alle spalle?!
- Sono Leonida, incantato signorina di fare la tua conoscenza... Mi sembri molto interessata al contenuto di questa grossa scatola..
- Beh..
- Al suo interno è conservata GOLIATH, la più grossa balena dei sette mari... Ahahah!

E così dicendo esplose in una fragorosa risata.
- Cosa c’è da ridere?
- E’ divertente perché..ahahah! Signorina! Pensare che Goliath non è che un grosso fantoccio con il ventre farcito di sardine! Con un fetore che non lascia dubbi sulla buona fede del suo inventore! Ahahah!
- Tu mi imbrogli...
- Signorina... Mr Cotin è il più grande venditore di sogni della storia dei luna park, il Re degli imbonitori, il celebre inventore della Donna Ragno, di Virginia al Bagno e... non mi stupirei se domani incontrandoti t’ingaggiasse per diventare la sua nuova donna volante!
- Donna Volante?
- Si, un vecchio numero che funziona sempre. Una ballerina che danza come fluttuando nell’aria, sorretta da una piattaforma di cristallo nascosta da un gioco di specchi... E per colorare il tutto, con una vecchia lanterna magica, Mr Cotin proietta sulle sue spalle due grosse ali di farfalla! E via a volare sulle teste degli spettatori!
- Farfalle?
- Oh potresti anche diventare la sua donna a due teste, o quella acefala, o ... la donna perforata!

Uno scalpiccio fece sussultare i due ragazzi.
- Eccolo. Sta tornando!
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=bgROO_SQoWg


Continua...


(*) PERFORMING ART: http://it.wikipedia.org/wiki/Performance_art

Scritto da: Sara Draghi

Data: 19-05-2013

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