RECENSIONI \ The Gathering: if_then_else

Psichedelia crepuscolare

di Ilaria Battistella
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Echi trip-hop alla Massive Attack, chitarre distorte tendenti al metal ed atmosfere nordiche per i The Gathering, quintetto olandese capitanato dalla carismatica voce di Anneke Van Giersbergen. Il gruppo, formato da Rene ed Hans Rutten (chitarra e batteria), Hugo Prinsen Geerligs (basso) e Frank Boerijen (tastiere), si lascia alle spalle quel genere doom-death che l’aveva caratterizzato in passato per abbracciare sonorità più soft ed elettroniche, conservando in ogni caso un sound cupo ed affascinante. Collaborano all’album anche sei musicisti, impreziosendo i brani con violoncelli, violino, trombone, oboe e corno da caccia.
La prima traccia intitolata Rollercoster (montagne russe) è una ballata ricca di effetti, il cui vibrante magnetismo è dato dalla chitarra distorta e dai vocalizzi di Anneke, che si disperdono in echi lontani e soffusi.
Segue Shot to pieces (inutile tradurre il titolo), la canzone di maggior impatto dell’album, costruita su un riff di chitarra ossessivo e su una ritmica incisiva, a tratti corrosiva. Decisamente originale la struttura vocale di canti e controcanti, per mezzo della quale la cantante mostra tutta la sua tecnica, a mio parere indiscutibile.
Amity (amicizia): soffice dolcezza o malinconico candore poco importa per questa terza traccia, dalla sonorità fredda, che del resto caratterizza un po’ tutto if_then_else(Century Media 2000). Il testo rimpiange probabilmente una situazione prenatale, di calore e sicurezza, che i sensi non riescono più a riprodurre.
Bad movie scene, che come atmosfere iniziali è paragonabile alla traccia precedente, tratta dell’immobilità di certi attimi, che sembrano non voler scorrere. E’ una ballata riflessiva ed intensa, che vuole cercare la “…back door…”, la porta di servizio della realtà per immergersi in una sorta di immensità senza tempo. E la voce di Anneke è il miglior modo per trovarla. gruppo The Gathering
In The Colorado incident, dal testo enigmatico ed introspettivo, torna a dominare sugli altri strumenti il suono della chitarra, incisivo, tagliente, ripetitivo. Un tocco di movimento non guasta mai.
Subito dopo si passa ad una breve traccia strumentale, Beautiful War, solenne, cupa (anche un po’ noiosa), poi alla cantilenante Analog park, che segue una linea di basso monotona e fredda, dal curioso finale in cui una voce ci indirizza verso la traccia seguente, Herbal movement(movimento erboso), uno dei brani più interessanti dell’album. L’ascoltatore, che inizialmente dondola in una culla surreale di emozioni impalpabili, arriva a toccare il punto di maggior intensità emotiva solo al termine del brano, che gioca interamente sull’interpretazione vocale.
Saturnine, canzone d’amore dalla struttura compositiva simile al pezzo precedente, nonostante la melodia più incisiva, mi scarica addosso un’amarezza scura; anche il testo, disperatamente rassegnato, contribuisce alla resa complessiva del brano: “…Tu non hai bisogno di supplicare, tu non devi amarmi tutto il tempo…”. Molto suggestivo il finale di archi.
La penultima traccia (quella dalla durata maggiore), curiosamente intitolata Morphia’s Waltz (il valzer della morfina) è una ninnananna, rivolta ad un ipotetico bambino o forse ad un amante addormentato. L’apertura, regalataci dal suono leggero degli archi, quasi a voler assicurare una continuità sonora con la canzone precedente, ci culla verso un ritmo semplice e ben scandito, verso il torpore candido, che precede il sonno.
Ecco finalmente la malinconica Pathfinder(esploratore), una delle mie tracce preferite: si tratta di un brano strumentale, che parte da una semplice linea melodica per raggiungere man mano una complessità sonora raffinata e delicata, per mezzo dell’introdursi via via nel pezzo di strumenti presi in prestito da un’orchestra. Nel finale tutto si dissolve: la mente dell’ascoltatore fluttua in una dimensione sospesa e vellutata…forse è stato tutto un sogno, o semplicemente la visione rarefatta, irreale, a tratti gelida dei The Gathering.














01-02-2006 - visite: 9344

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