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Jun 28 2013

La filologia della Peppa

di Grazia Russo

Reinventarsi cartone animato

La prima storia è quella di Chiara, 27 anni appena compiuti, capelli ricci ricci e una passione smodata per il Medioevo. Tra laurea in Lettere Moderne conseguita a Ferrara e Laurea Magistrale a Padova in Filologia Moderna curriculum Medievale, ha macinato 58 esami dai crediti più vari e con una quantità di libri da far invidia ad una biblioteca. Aspirazioni tante: la ricerca soprattutto; vorrebbe trovarsi immersa tra manoscritti inediti da far conoscere e riportare in luce, si barcamena tra biblioteche e archivi privati, spesso a contatto con enti religiosi molto poco inclini ad aprir le porte a studiosi in erba; se poi questi studiosi in erba sono anche molto poco praticanti o non credenti affatto, le porte sono serrate a tripla mandata, le finestre sbarrate e non c’è alcuna possibilità di dialogo con i rappresentanti del Clero. Questo succede anche se i testi che si chiede di studiare non hanno nulla di religioso e quindi una ricerca non metterà in crisi il sistema dogmatico mondiale, ma tant’è. Sarà un altro mistero della Fede, è chiaro.

Chiara collabora e ha lavorato con diversi professori incontrati durante il suo percorso di studentessa; professori che le hanno garantito e non dato: riconoscimenti, pubblicazioni, vetrine, convegni e notorietà tra gli addetti ai lavori, ma mai soldi. Eccoci di fronte a uno dei casi di “lavoro intellettuale”, che, non riconosciuto come lavoro vero e proprio ma considerato “hobby”, “passione”, “svago”, “curiosità personale”, non sembra esser quindi degno di riconoscimenti monetari, ma ripristina il baratto medievale. Solo che la merce di scambio offerta: “visibilità”, “opportunità”, “conoscenze” ecc, non fanno rima con bollette, spesa, sopravvivenza e questo è chiaro che: o i docenti universitari lo ignorano, o lo hanno dimenticato per un’amnesia folgorante che colpisce non appena si ottiene il posto fisso, o se ne fregano.

foto la peppa
Non avendo fonti di reddito alte alle spalle e non avendo “sposato un ragazzo ricco” (citazione) Chiara si è reinventata: oggi fa la Peppa a progetto. Sì avete letto bene, proprio il maialino rosa che sta andando molto di moda tra i più piccoli. Animatrice di feste, organizzatrice di campi estivi, ha promosso dei laboratori di giochi medievali con i bambini delle scuole materne, “per rimanere nel proprio campo di interesse almeno e non sentirsi completamente sradicata dal lavoro che vorrei fare” , e infine disegnatrice di sagome della Peppa. Questi lavori alienanti pagati pochissimo e male, spesso soggetti a tempi biblici e a continue sollecitazioni, sono chiaramente rimedi palliativi per gestire le piccole spese che una ragazza può avere nell’immediato, ma ad essere compromesso è il futuro. La filologia della Peppa paga solo il presente.

Scritto da: Grazia Russo

Data: 28-06-2013

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