Ferrara Dietro Le Stelle 2013

FDLS2013 \ The Black Angels a Ferrara 05.07.2013

Unica data italiana a Ferrara Sotto le Stelle per la band texana

di Edoardo Gandini
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black angels 1Come ogni anno, anche in questa nuova edizione di Ferrara Sotto le Stelle non poteva mancare una data straordinaria nel vero senso del termine: qualcosa di fuori dall’ordinario. Chi frequenta il festival avrà fatto l’abitudine alle numerose uniche date italiane di cui Ferrara gode da parecchi anni a questa parte. L’evento straordinario di quest’anno è stato il concerto dei The Black Angels, una data un po’ snobbata dal grande pubblico e passata leggermente sottotraccia rispetto ai clamorosi annunci di band più conosciute a livello nazionale come Arctic Monkeys (già sold out da più di un mese), Sigur Ros e compagnia cantante. Scommetto, però, che molte agendine di altrettanti appassionati di musica presentassero un deciso segno rosso intorno alla data del 5 luglio, proprio come la mia.

La serata è di quelle calde e afose come solo la città estense sa offrire e gli spettatori iniziano a farsi vedere solo intorno alle ore più tarde, alla ricerca di quel briciolo di vento che possa rendere il tutto più vivibile; una ricerca infruttuosa, ovviamente.
black angels 2
All’interno del Cortile del Castello Estense è tutto pronto per il concerto quando, intorno alle 20.50, fanno il loro ingresso sul palco i Giobia, band milanese chiamata ad aprire le danze. La Giobia, leggo su wikipedia, è un pupazzo con le sembianze di una strega che viene bruciato ogni ultimo giovedì di gennaio per scacciare i timori e le negatività dell’inverno; ed è proprio a queste atmosfere pagane che il gruppo riconduce le sue sonorità psichedeliche.
I violenti riff shoegaze di chitarra si scontrano, mischiandosi, con le oniriche melodie dell’organo e del violino, creando un sound tanto ricercato quanto allucinogeno. I nove brani in scaletta, per un totale di circa quarantacinque minuti di esibizione, risultano di ottimo livello e ben suonati, spaziando tra sonorità psichedeliche e new wave, strizzando l’occhio, come nel caso dell’ossessiva Orange Camel, a ritmiche più squisitamente sincopate e crescendo techno. Finalmente una band (italiana) emergente che fa musica di ottima qualità senza dover per forza scimmiottare i più quotati gruppi internazionali; una vera rarità nel mondo degli opening act.
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Alle 21.50, quando il cortile è ormai quasi pieno, a luci spente si presentano sul palco i The Black Angels, sommersi dagli applausi di un pubblico ben diviso tra fans affezionati e semplici curiosi. La significativa influenza dei gruppi storici del rock psichedelico si intuisce fin dai primissimi brani, colti per lo più dagli ultimi due lavori discografici, tra potenti vibrati in stile Jefferson Airplane e taglienti melodie di organo alla The Doors.
La band statunitense, che ricollega nome, logo e suoni ai Velvet Underground, alterna la scaletta tra brani sfacciatamente psichedelici e altri di più classica matrice rock ’n’ roll, dal surf revival allo stoner; al twist di Telephone, a mio avviso una delle migliori produzioni del gruppo, si contrappone immediatamente la ben più acida Indigo Meadow, titletrack dell’ultima fatica discografica.
L’eccessiva violenza dei volumi e saturazione dei suoni, purtroppo, hanno contribuito a rendere alcune parti dei brani, soprattutto quelle distorte, difficilmente distinguibili, facendo perdere molte delle finezze compositive del gruppo e oscurando a tratti l’ottima performance nell’esecuzione. La perfezione esecutiva del quintetto texano, proporzionalmente inversa all’attitudine alla comunicazione verbale, sbalordisce tutti i presenti, che non perdono occasione di dimostrare il proprio assenso con le più svariate manifestazioni di approvazione.

L’intenso set dei The Black Angels si avvicina alla pausa dopo circa un’ora e venti minuti, toccando il punto più alto proprio prima dell’encore con l’introduzione di forte stampo stoner di Young Man Dead e il crescendo strumentale del gran finale di Bad Vibrations.
Pochi minuti dopo è il solo Alex Maas, cantante e leader carismatico del gruppo, a presentarsi sul palco per l’esecuzione della toccante Ronettes, raggiunto poi dagli altri componenti per gli ultimi due brani in programma.
L’esibizione si chiude dopo un’ora e quaranta tra gli applausi e la soddisfazione generale, con gli stessi musicisti che attraversano il cortile, e i fans, per andare a prendere una boccata d’aria in Piazza Castello. Finisce cosi una delle più interessanti date di questa edizione di Ferrara Sotto le Stelle, lasciando ai molti curiosi presenti la volontà di conoscere meglio questo gruppo che tanto poco ha parlato e molto bene ha suonato.
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Salutandovi, allego la scaletta integrale del concerto e vi do appuntamento a martedì 9 luglio sempre nel Cortile del Castello Estense, in compagnia dei The Vaccines per una data che si preannuncia infuocata.


The Black Angels
1. Vikings
2. I Hear Colors (Chromaesthesia)
3. Don't Play with Guns
4. Entrance Song
5. The Day
6. Evil Things
7. You're Mine
8. Telephone
9. Indigo Meadow
10. You On The Run
11. Twisted Light
12. Black Grease
13. Yellow Elevator #2
14. Haunting At 1300 McKinley
15. Broken Soldier
16. Holland
17. The Sniper
18. Young Men Dead
19. Bad Vibrations
--bis--
20. Ronettes
21. Bloodhounds On My Trail
22. Black Isn't Black

10-07-2013 - visite: 5266

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