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Jul 23 2013

Inaugurazione mercoledì 24 luglio 18,30 via Alfonso I d'Este, 1

Teatro Ferrara Off

di Pasquale Matarazzo

Marco Sgarbi presenta il progetto



Ormai ci siamo. L’appuntamento è fissato per domani, mercoledì 24 luglio, all’ex Dazdramir in via Alfonso I d’Este 13 a Ferrara.
Alle 18,30 sarà inaugurato il Teatro Ferrara Off. Un nuovo spazio performativo voluto e ideato dai quattro componenti dell’associazione culturale Ferrara Off: il presidente dell’associazione e attore Gianni Fantoni, il direttore artistico del Teatro Comunale di Occhiobello Marco Sgarbi, l’attrice, regista e docente di recitazione Roberta Pazi e il regista e direttore della prestigiosa scuola d’arte drammatica milanese Paolo Grassi Massimo Navone.

Per saperne di più Occhiaperti.net ha intervistato (al termine di un lungo rincorrersi al telefono per via delle ultime riunioni e l’organizzazione della serata inaugurale) il direttore artistico del Teatro Comunale di Occhiobello Marco Sgarbi.

Marco, allora, praticamente ci siamo. Mercoledì 24 luglio, Ferrara avrà un nuovo teatro.
“Un nuovo teatro a Ferrara praticamente è una scelta, un’idea controcorrente. E’, senza tanti giri di parole, una scommessa. Prima di tutto per noi quattro soci fondatori dell’associazione culturale Ferrara Off: l’insegnante di teatro Roberta Pazi, Massimo Navone direttore della scuola di recitazione Paolo Grassi, poi c’è Gianni Fantoni, presidente dell’associazione. Poi ci sono io che da vent’anni sono nel mondo del teatro. Ognuno di noi ha un percorso artistico differente. Tuttavia ci ritroviamo insieme in questa scommessa che poi si tradurrà nel portare altri affezionati al teatro per gli eventi che proporremo, ma non solo”.

Quale tipo di attività proporrà il Teatro Ferrara Off?

“E’ un teatro di circa 150mq. Può contenere fra gli 80 e i 90 spettatori. L’attività prevalente sarà quella di formazione e rappresentazione teatrale. I contenuti spazieranno fra vari generi: dal teatro di ricerca alla commedia, saranno contemplate tutte le forme di teatro. Come dicevo, ognuno dei quattro ideatori ha un percorso artistico differente ed ha una specializzazione totalmente diversa dagli altri. Lo scopo è quello di unire le nostre professionalità e permettere la realizzazione all’interno di questo luogo del maggior numero di attività possibile. Ripeto, attività di ricerca, ma anche un utilizzo diverso dello spazio performativo con la possibilità di rappresentazione di tutte le forme dell’arte. Per l’inaugurazione ad esempio verrà esposta l’insegna di Ferrara Off dell’artista contemporaneo Marco Lodola, poi ci saranno delle tele (8m x 15 m), riduttivo definirle tali, che verranno esposte all’interno dello spazio”.

Visto che hai fatto cenno alla serata di mercoledì (23 luglio), quale sarà la scaletta dell’inaugurazione del Teatro Ferrara Off?
“Con il classico taglio del nastro alle 18,30 in viale Alfonso I d’Este, 13, alla presenza delle istituzioni locali. Aspettiamo il Sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani e il Presidente della Provincia di Ferrara Marcella Zappaterra che sono ancora in forse. Sicuramente ci sarà il vice Sindaco e Assessore alla Cultura Massimo Maisto. Dopo il taglio del nastro ci sarà un breve intervento di presentazione del progetto. Dopodiché ci sarà uno spettacolo a cura di alcuni allievi della scuola Paolo Grassi di Milano, che di ritorno da Avignone, presenteranno un lavoro dello scorso anno su “Mistero Buffo” di Dario Fo, attore molto legato alla scuola e che speriamo di avere fra noi al più presto. Seguirà aperitivo e buffet con dj set”.

Come è avvenuta lo scelto dello spazio?
“Lo spazio non era utilizzato da qualche anno. E’ comunque un luogo importante. Erano gli ex magazzini AMGA, la società che si occupava della rete idrica ferrarese. Lì c’erano dei capannoni utilizzati per interventi di manutenzione delle attrezzature. Dunque è un luogo di lavoro, di grande sudore. Poi anni dopo è stato occupato ed è diventato la sede del più importante Centro Sociale di Ferrara, culla di una enorme attività culturale soprattutto nei suoi primi anni di vita. Col tempo le cose sono cambiate. Anche perché gli interessi dei giovani sono cambiati. In un certo senso le cose al Centro Sociale hanno finito per degenerare e ciò ha poi portato alla chiusura del luogo. Oggi si tratta di un nuovo tipo di occupazione”.

Nella scelta dello spazio e nella realizzazione del progetto sono intervenute anche le istituzioni locali?
“Noi avevamo pensato ad un luogo importante per la città. Sul consiglio dell’amministrazione comunale, in particolar modo del Servizio Politiche per i Giovani, ci è stato segnalato lo spazio del Montagnone. Un’area che presenta già attività culturali rivolte soprattutto ai giovani come la Banda Musi e Sonika. L’idea dell’amministrazione, pienamente condivisibile da parte nostra, è quella di creare una piccola cittadella della cultura da ampliare il più possibile nel corso del tempo. Un piccolo polo culturale creativo in grado di accorpare diverse forme culturali. E’ importante che l’amministrazione abbia creduto nel nostro gruppo di lavoro. Abbiamo anche una credibilità costruita nel corso degli anni. Un plauso va comunque alle istituzioni locali che hanno mostrato la volontà di far crescere culturalmente la nostra comunità e promuove stimoli nuovi. ”

E’ un periodo in cui la crisi dei teatri italiani è evidente.
“Noi abbiamo fatto una scommessa. Incrociamo le dita. La situazione che c’è in giro adesso ci dice che siamo destinati alla sconfitta. Noi cercheremo di realizzare una cosa in cui crediamo. Orientiamo le nostre scelte culturali su questo principio”.

Quando ci sarà un cartellone e a che tipo di pubblico vi rivolgete?
“Il cartellone al momento non c’è. E’ un luogo ancora spoglio, manca completamente l’arredamento. Entro l’estate il primo passo è quello di sistemare l’interno dello spazio. Le attività inizieranno in autunno. A partire dalla borsistica e dalla formazione. Poi sono previsti appuntamenti teatrali a scadenza mensile. Non stagioni intere come il cartellone di un classico Teatro. Magari ci concentreremo con gli spettacoli nel fine settimana offrendo una diversità di generi e artisti. E’ importante segnalare che ci rivolgiamo ad un pubblico giovane, ma non solo. Tuttavia i giovani saranno al centro dell’attività formativa e performativa. Vogliamo suscitare in loro l’interesse per il teatro e per le forme di cultura che troveranno sede all’interno del Teatro Ferrara Off. E’ la nostra missione. Vogliamo che il pubblico affluisca all’interno dei nostri spazi e si crei capacità critica e ci sia la possibilità di un confronto culturale attorno alle tavole di un palco. Si sono persi i punti sociali. Oggi si vivono altri luoghi. Il nostro obiettivo è diventare un punto di riferimento per la crescita collettiva”.


Scritto da: Pasquale Matarazzo

Data: 23-07-2013

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