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Jul 23 2013

23/07/2013

Movida universitaria - Due settimane dopo lo scandalo

di Matteo Rubbini

Un resoconto del postribolo night


Ho aspettato due settimane dallo scandalo movida-postribolo per poterne esaminare gli echi e tutto ciò che ne è conseguito.
Mercoledì 10 luglio è stata la cosiddetta prova del fuoco, il fuori o dentro della movida ferrarese con Monsignor Negri ad aspettare gli studenti al varco e devo dire, per quanto possa essere imparziale un universitario, che il movimento notturno ha dimostrato civiltà e moderazione evitando situazioni spiacevoli quali l'imbrattamento, l'abbandono di rifiuti e l'abbandono di altrettanti rifiuti umani resi tali dall'abuso alcolico.

La piazza si è presentata in una veste inedita in quanto dotata di numerosi contenitori per i rifiuti i quali si sono dimostrati davvero generosi ad accogliere tra le pareti di cartone l'orda di bicchieri di plastica orfani delle San Miguel al loro interno.
Gli studenti, dal canto loro, hanno saputo essere civili nel seguire questo cambio di abitudini dirottando il tragitto delle bottiglie vuote dagli scalini vuoti del duomo fino ai nuovi fiammanti bidoni.

Questo apprezzato cambiamento mi ha fatto tornare alla mente un aneddoto raccontatomi mentre frequentavo il primo anno di università.
Durante una lezione di pedagogia, insegnamento che per mia disgrazia avevo scelto come materia a piacere, la professoressa disse qualcosa che per qualche strana ragione si imprinse nella mia memoria, riporto con le mie parole il concetto con lo stesso esempio: si parlava di una classe campana di quinta superiore la quale aveva un'aula che rischiava di diventare un focolaio per una nuova epidemia di peste nera: si gettavano sigarette spente sul pavimento, cartacce ovunque, i ragazzi sputavano per terra e si compivano altre porcherie simili.

Una classe problematica diventata famosa in tutto l'istituto ma senza commentare con giudizi di sorta il polso forse troppo debole degli insegnanti finisco dicendo che quando arrivò il momento della tanto agognata gita a Praga il comportamento dei giovini, all'interno della città ceca, mutò radicalmente.
Praga è famosa anche per l'impeccabile pulizia delle zone pubbliche e quindi gli stessi ragazzi che non esitavano a gettare sigarette sul pavimento della scuola ora si informavano presso gli autoctoni su dove si potessero spegnere e dove successivamente gettarle.
L'insegnamento che mi volevano somministrare con questo esempio era che talvolta il comportamento è sistemico e dettato da fattori ambientali.

Con tutta la mia umiltà di studente poco avvezzo a tali concetti posso azzardare che tale situazione non era molto dissimile da quella del centro, è bastato mettere alcuni bidoni in più e degli addetti a tali contenitori per ridurre in maniera davvero significativa il lordume.

Chiudo augurandomi che tale evento non scateni più scandali e bislacche proposte di cancelli attorno alla piazzetta perchè in quanto cultore della consueta boccata d'aria (e di birra) di metà settimana non vorrei assolutamente perderla o vederla castrata.

Un plauso di fine articolo va anche alla ragazza che due mercoledì fa girava vestita da suora armata di birra facendo sorgere intenzioni blasfeme a circa tre quarti di piazza.

Scritto da: Matteo Rubbini

Data: 23-07-2013

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