La speranza è un sogno ad occhi aperti

Aristotele
Dove sei: OcchiAperti.Net > Notizie > Usain Bolt: la leggenda

Aug 12 2013

Il re dei 100metri

Usain Bolt: la leggenda

di Pasquale Matarazzo

Nuovo titolo mondiale



Domenica 11 agosto ore 19.40 (in Italia) secondo più, secondo meno. A Ferrara si respira un po’ di più rispetto a qualche giorno fa quando caldo e afa erano bestiali anche durante la notte.
Squilla la sveglia sul cellulare. No, non stavo dormendo, stavo cercando di leggere qualcosa per il concorso da ausiliare del traffico (‘oh ragazzi’- da ripetere alla Crozza-Bersani- bisogna pur trovare delle sicurezze economiche a ‘sto mondo).
Vado di là in cucina a prendere un gelato (croccante all’amarena) e il caffè che ormai si è raffreddato (m…a!). Mi metto comodo sulla sedia e accendo la tv (sul divano no è a 8 metri dal cassone che sarà meno di 32 pollici, non vedo niente). RaiSport1, Mondiali di Atletica di Mosca 2013, fra meno di dieci minuti c’è la finale mondiale dei 100 metri con Usain Bolt (nella foto fonte: La Stampa).

In tv premiazioni delle gare precedenti credo un 1500, disco e lungo femminile e il decathlon. Nel frattempo riquadro accanto con esterno dello stadio con lampi e pioggia che inizia a venir giù. Miseriaccia non poteva aspettare un quarto d’ora? Con la pista bagnata non sarà una gran gara penso. Lo ripete pure il tizio opinionista di mammaRai. I cinque minuti di pregara sono fuffa allo stato puro. Lagne su come Bolt non sia quello di Pechino, Berlino o Londra, le assenze di Blake, i casi di doping di Tyson Gay e Asafa Powell. E i dubbi e le ombre sulle prestazioni di Usain (mah a me sembra sia stato sempre trovato pulito quindi rigore c’è quando arbitro fischia diceva ‘Vuja’ Boskov, mestiere: allenatore di calcio). Atleti schierati e passati in rassegna dalle telecamere. Due europei: un colored britannico, Lemaitre il francese (unico bianco), poi due statunitensi Gatlin il più pericoloso e quattro giamaicani tra cui sua maestà il “Fulmine” Bolt.

Minimizzato il valore della gara, sia per i concorrenti che per le condizioni della pista. “Bolt non è più lui”, “qualcuno lo dà per finito”, “sembra più concentrato del solito, non ride e scherza o fa show come fa di solito”, “ha comunque una certa età” (che dici? non ha ancora 27 anni! – è del 21 agosto 1986), “prima c’era lui e poi il resto del mondo, ora invece sembra più umano”. Tante chiacchiere per una gara che durerà meno di dieci secondi. Poi la regia inquadra Bolt sembra il solito, forse sì è un po’ più serio delle altre volte. Lo speaker annuncia il suo nome e lui tira fuori il siparietto. Mima l’apertura di un ombrello in perfetto stile da Lord inglese, poi sorride e pollici ad allargare la canotta con su la scritta BOLT. Prima di lui lo show pacchiano di Gatlin sembra più quello di un wrestler. Non c’è che dire Bolt ha ri-fatto dell’atletica uno show poi tutti gli altri si sono accodati.

Blocchi di partenza e righe di pioggia sui bicipiti degli atleti, poi il via. Nessuna falsa partenza come nel 2011 a Daegu in Corea. E come al solito gli altri sei concorrenti scompaiono dalla mia vista. Mi concentro su Bolt e il suo immediato avversario (in questo caso Gatlin). L’americano parte forte, poi però Bolt ad ampie falcate riemerge e sprinta fino al traguardo (è vero che rispetto a quando si rialzava a 20 o 30 metri dal traguardo ora si impegna di più).
Vince e piazza lì un 9’’ e 77 centesimi. Poche storie.

I centometri sono la gara regina dell’atletica e Usain St. Leo Bolt da Trelawny è sua maestà la velocità. Quattro ori olimpici consecutivi nei 100 e 200m, altri due nella staffetta. Record mondiali nei 100, 200 e 4x100m. Ieri il suo sesto oro ai Mondiali nel sessantesimo della scomparsa di un altro Figlio del Vento (il pilota Tazio Giorgio Nuvolari). “Sono una leggenda vivente” dice ai media. Come Paavo Nurmi, Jesse Owens, Carl Lewis (altro figlio del vento) e Michael Johnson nell’atletica e magari come Bob Marley in Giamaica. C’ha ragione! “Infinito Bolt” sarà un titolo buono anche per l’indomani della finale dei 100metri dei Giochi Olimpici di Rio de Janeiro nel 2016.


Scritto da: Pasquale Matarazzo

Data: 12-08-2013

Condividi questa pagina:

Articoli correlati

Visite: 5734 - crediti - redattori

Login

Comune di Ferrara
Assessorato alle Politiche per i Giovani
Reg. n. 05/2004 Tribunale di Ferrara

Mi sono fatto da solo. Credo di aver avuto per maestri i miei occhi.

Michelangelo Antonioni

Powered with CMS Priscilla by ^____^ - XHTML/CSS Design by petraplatz

feed RSS Succede in Giro

feed RSS Ultimi Articoli