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Sep 25 2013

E' tempo di immatricolazioni

Viaggio nel regno del Siam

di Pasquale Matarazzo

Destinazione esotica? No, il servizio matricole di Unife

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Mentre pedalo in via Voltapaletto di buon mattino, un ragazzo con alcuni moduli in mano chiede indicazioni per via Savonarola. Attraversato l’incrocio con via Terranuova ad un centinaio di metri si nota un andirivieni di ragazzi e ragazze nei pressi del civico 9: segretaria dell’Università di Ferrara. C’è chi è da solo, chi arriva accompagnato e chi cerca un posto per parcheggiare la bici. E’ giorno di immatricolazioni all’ateneo ferrarese che dà il benvenuto alle matricole. All’ingresso alcuni ragazzi in t-shirt rossa con su scritto “Staff” mostrano che, anche per quest’anno (è l’ottava edizione), i nuovi arrivati ad Unife potranno contare sul Siam(Servizio Immatricolazione e Accoglienza delle Matricole). Mara e Diletta, studentesse – entrambe ferraresi - della triennale in Lingue e letterature straniere, accolgono all’ingresso le nuove matricole: “Siamo circa una decina di studenti impegnati nel servizio d’accoglienza - spiega Mara - rientra in una specie di tirocinio. Siamo qui per dare informazioni generiche. Ad esempio dove si può pagare l’iscrizione o dove si trova una segreteria piuttosto che un’altra, ma c’è anche chi chiede delle facoltà a numero chiuso”.

Il Siam è aperto da poco più di un’ora e già si intravedono le prime code davanti alle porte delle segreterie. Svoltando a destra la prima che si incontra nell’angolo è la segreteria delle Facoltà di Giurisprudenza ed Economia con circa una ventina di new entry in fila. Superato il bar bisogna fare un po’ di slalom per superare la coda formatasi dinanzi alla segreteria di Ingegneria e Architettura. Nello spazio posto di fronte al Parco Pareschi ci sono le postazioni riservate ai servizi agli studenti: Job Centre, sistema bibliotecario ateneo e centro teatro universitario, il centro linguistico e il coro dell’università. Poi servizio diritto allo studio per le informazioni riguardanti tasse e contributi, la mobilità e la didattica internazionale e la postazione riservata all’Er.go. E ancora il banchetto con i gadget dell’Informagiovani del Comune di Ferrara e gli operatori che si occupano del servizio alloggi per gli studenti fuori sede. Non manca lo stand delle associazioni studentesche e la postazione del Teatro Comunale. A disposizione dei nuovi arrivati ci sono i tutor orientativi: una comunicazione fra pari funziona in misura maggiore rispetto alle informazioni trasmesse esclusivamente attraverso i canali istituzionali.

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A dare una mano ai prossimi colleghi c’è anche Alessandro da Trapani giunto al quinto anno di Ingegneria meccanica: “Per me è la seconda esperienza nel ruolo di tutor orientativo. È un’occasione per gli studenti che frequentano la specialistica. Come si diventa tutor? Occorre rispondere al bando, c’è la valutazione del punteggio dove contano media e crediti poi si sostiene un colloquio motivazionale. Per ogni facoltà ce ne sono tre. Unife è un ateneo a misura di studente, da matricola scelsi Ferrara perché mi parlarono bene della facoltà di Ingegneria, poi Ferrara è una bella città, non è dispersiva e ci si ambienta facilmente. Arrivano tanti ragazzi fuori sede, la maggior parte degli studenti del sud arriva dalla Puglia. Le FAQ? Informazioni sul piano di studi, come sostenere gli esami, come regolarsi con i libri di testo e notizie sui corsi e le lezioni. Spesso si hanno idee confuse, ma è anche normale al momento dell’immatricolazione. Il Siam è un’occasione per avere le idee più chiare, poi è un servizio abbastanza pubblicizzato. I questionari che sottoponiamo ai ragazzi confermano l’utilità del servizio e poi è un modo meno formale di rapportarsi con l’Università attraverso chi, come noi tutor, ha già vissuto l’esperienza di matricola”.

Salutato Alessandro, riprendo la bici e pedalando penso che dieci anni fa son stato matricola anch’io. Fila interminabile a “Mamma Sapienza”, la tanto sponsorizzata città universitaria ri-frequentata solo per un paio di esami alla specialistica, il movimento delle ‘sardine’ davanti al Rettorato (“non guardare la Minerva che porta sfiga!”), il rinvio delle lezioni fino a metà novembre per la mancanza d’aule (problema poi risolto con i pellegrinaggi nei cinema di mezza Roma) e servizi-miraggio: studentato per pochissimi, mense accanto alla città-universitaria inutilizzabili per chi frequenta nelle altre sedi, i campi sportivi del Cus piazzati dall’altra parte della città rispetto a chi frequenta la Sapienza. Però lo stesso che nostalgia…

Scritto da: Pasquale Matarazzo

Data: 25-09-2013

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