La speranza è un sogno ad occhi aperti

Aristotele
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Sep 30 2013

A volte è utile sognare a Occhiaperti... .net

di Licia Vignotto

consigli e spunti dai collaboratori storici


Dalla fotografia all’organizzazione di eventi culturali, dalla grafica al giornalismo: sono tanti i percorsi professionali intrapresi dai ragazzi che hanno mosso i loro primi passi nel mondo della comunicazione sulle pagine virtuali di questo giornale. Le loro storie sono semplici ed eccezionali allo stesso: parlano di obiettivi centrati e obiettivi mancati, di prospettive che cambiano, di potenzialità inascoltate e potenzialità espresse. Si confrontano con la complessità dell’attuale mercato del lavoro, con il precariato, con la necessità di ottenere un compenso congruo e il desiderio di spendersi assecondando le proprie inclinazioni.

Per raccogliere queste storie, e trasformare le loro esperienze in un bagaglio utile alle nuove generazioni, venerdì 20 settembre è stato organizzato a Ferrara – all’interno di Palazzo Savonuzzi, nello spazio gestito dal consorzio Wunderkammer - l’incontro “A volte è utile sognare ad Occhiaperti… net”.
Introdotti da Fausto Pagliarini, responsabile comunale dei servizi ai giovani nonché ideatore del progetto Occhiaperti.net, alcuni storici collaboratori di questa testata si sono alternati al microfono, rivolgendosi ai giovani presenti in sala in veste di “fratelli maggiori”, fornendo loro spunti e consigli.

“Non paga fare quelle che vogliono gli altri – ha raccontato Barbara Zanon, fotografa che vanta collaborazioni con importanti riviste e quotidiani come Vogue o Il Sole 24 Ore -. Cominciare in questo modo è più difficile, ma portare avanti la propria idea e la propria identità è importante. Quando si comincia ad essere conosciuti i clienti ti cercano e ti pagano perché vogliono il tuo stile. Quando lavoro il fotografo sono io, decido io. In questo settore tante persone si perdono per strada, non bisogna arrendersi. Non è facile: è fondamentale essere sempre a disposizione, sapere che la vita privata viene sempre dopo. Però ci sono anche le soddisfazioni: sono stata tra i primi a fotografare Roberto Saviano. Abbiamo passato una giornata assieme ed è stata un’esperienza che mi ha dato moltissimo”.

Arianna Cantoni ha ricordato i propri propositi da adolescente, quando scriveva nel diario: “farò di tutto per diventare una giornalista musicale”. Il sogno si è avverato, ora scrive sulla rivista che preferiva – Jam -, ma ha rinunciato a lavorare come giornalista a tempo pieno: “è un mestiere con il quale adesso non ci si riesce a mantenere, per questo ho dato una svolta alla mia carriera e ora mi occupo di marketing, che è poi sempre comunicazione. Però tengo l’attestato di professionista nel cassetto: la storia è ciclica, l’editoria dopo la crisi di questi anni rinascerà”.

Anche Alberto Amorelli ha toccato, seppure con corde diverse, lo stesso tema: “a un certo punto mi sono reso conto del divario esistente tra ciò che volevo essere e ciò che mi era permesso essere. Bisogna trovare un punto di raccordo. Io volevo fare lo scrittore, ma attorno ai 22/23 anni mi sono reso conto che quella strada non mi avrebbe mai procurato di che vivere, e mi sono posto una domanda: come sfruttare le mie capacità?”. Da questa domanda l’esperienza con l’associazione Gruppo del Tasso, gli eventi di promozione letteraria organizzati presso la Biblioteca Ariostea, la soddisfazione di mettere in calendario – nel prossimo ottobre – l’apertura serale della biblioteca per rendere omaggio al teatro di Goldoni.

Alessandro Orlandin – che ha alle spalle diverse collaborazioni con giornali quotidiani e siti di informazione – ha voluto lanciare un messaggio a tutti gli attuali e futuri collaboratori di Occhiaperti.net: “approfittate di questa esperienza, fatela fruttare. Avete la possibilità di lavorare nel mondo dell’informazione senza la rigidità dell’informazione generalista, in uno spazio veramente libero. Scoprirete qualità che non credevate di possedere”. Un entusiasmo contagioso quello di Alessandro, ma non privo di realismo: “il mio consiglio per chi vorrebbe vivere facendo il giornalista? Meglio lasciar perdere, trovarsi un lavoro serio e scrivere nel tempo libero”.

Eugenio Ciccone, grafico e web designer, ha esordito con una carrellata di ricordi, “dieci anni fa ero una persona completamente diversa, pensavo sarei diventato un ingegnere, mi sentivo più scientifico che creativo”. Ha quindi raccontato di Ciccsoft, il blog tramite il quale ha approcciato la scrittura online, del servizio civile svolto presso Occhiaperti.net, del primo studio di grafica aperto a Venezia, della recente avventura relativa al lancio di Listone Magazine. Inoltre ha mostrato in anteprima cosa diventerà Occhiaperti.net tra pochi giorni, in coincidenza con lo svolgimento a Ferrara dell’importante Festival di Internazionale. Eugenio – assieme a Fabio Zecchi, con il quale attualmente gestisce lo studio Obst - si è occupato di ridisegnare il sito, razionalizzare le rubriche, rimodellare la grafica. Una piccola anticipazione: “la parte alta verrà sistemata affinché di mese in mese la si possa cambiare, compito che verrà affidato attraverso un gioco/concorso ai giovani artisti e creativi che vorranno partecipare, interpretando a modo loro il significato della testata”.

Sono inoltre intervenuti Saul Mercadant, diventato oggi uno stimato curatore d’arte contemporanea, impegnato dal 2010 impegnato come co-curatore del progetto Limno, e i fondatori dell’agenzia di comunicazione e innovazione Kuva: Michele Travagli e Matteo Buriani. Nel loro portfolio, tra le varie, l’emozionante video dedicato alla ricostruzione post-sisma, intitolato “R-Evolution. Ferrara come prima, più di prima”. Anche da loro sono arrivati consigli e testimonianze: “chi lavora in proprio tende a non avere una vita privata” ha ricordato Michele, ribadendo un concetto più volte emerso nei discorsi dei partecipanti, “ma questo non deve scoraggiare. Soprattutto è importante non avere mai paura di manifestare il proprio pensiero”.

Tra gli ospiti anche il vicesindaco Massimo Maisto, che ha chiuso sottolineando la volontà, da parte delle istituzioni, di supportare e facilitare il cambiamento: “la disoccupazione giovanile sfiora il 40%, il momento è sicuramente difficile. Ma attraverso l’impegno e la creatività le opportunità si trovano. Se ci sono le idee l’amministrazione è disponibile ad aprirsi, come testimoniano le iniziative realizzate presso la Biblioteca Ariostea dal Gruppo del Tasso. Anche se tutto sembra fermo, statico, soprattutto le grandi strutture pubbliche, cambiare si può”.
Ha chiuso l’incontro il gustoso aperitivo a base di tapas e sangria preparato dall’associazione Encanto.



Scritto da: Licia Vignotto

Data: 30-09-2013

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