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Inaugurazione nel ricordo delle vittime della strage a Lampedusa

di Pasquale Matarazzo, del 04-10-2013


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Doveva essere l’edizione per festeggiare i vent’anni del settimanale Internazionale ed invece la tre giorni dedicata al mondo dell’informazione si apre con un minuto di raccoglimento per ricordare le vittime della strage di Lampedusa.

A proporlo dal palco del (ri-aperto) Cinema Apollo è il direttore della rivista Giovanni De Mauro e primo effetto alla sobrietà invocata dal numero uno del magazine è l’assenza sulle poltroncine degli sponsor e delle istituzioni.

Il pubblico dell’Apollo si alza in piedi e attende il trascorrere dei sessanta secondi in silenzio.
IL SALUTO DEL SINDACO- E’ il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani chiamato sul palco a consegnare il premio giornalistico Anna Politkovskaja alla giornalista radiofonica congolese Chouchou Namegabe ad esprimersi sul tema dell’immigrazione: "E’ importante incontrarsi a Ferrara in questi giorni e gettare lo sguardo oltre ciò che accade tra le mura domestiche e della città. Fra cinquecento anni non studieremo sui libri di storia la crisi economica, il ventennio berlusconiano o la crisi del PD, ma di questa grande tragedia di popoli. Ciò che è successo a Lampedusa mostra la nostra incapacità di dar significato, di comprendere la gerarchia delle priorità di fronte a persone che sono disposte a qualsiasi tipo di morte per sbarcare in Europa alla ricerca di una vita migliore".

FERRARA CITTA’ ACCOGLIENTE- De Mauro ringrazia il sindaco per l’accoglienza che la città riserva al Festival, ma il primo cittadino estense non nasconde i disagi che l’immigrazione ha creato in città: "La città è aperta in via teorica al confronto. Purtroppo la quotidianità non è quella che si respira nei tre giorni del Festival. Ci sono quartieri che faticano dal punto di vista della convivenza. Ho grande fiducia nei ragazzi, ormai la presenza di studenti stranieri ha superato il 10% anche a Ferrara. Credo che lo ius soli potrebbe dare una grande mano".

IL PREMIO ANNA POLITKOVSKAJA- A ricevere il premio quest’anno è la giornalista radiofonica congolese Chouchou Namegabe per aver denunciato lo stupro come strumento di guerra. La giornalista dopo aver rivolto le condoglianze ai popoli coinvolti nella tragedia di Lampedusa parla di quel che sente come la propria missione ovvero "informare, formare e tentare di cambiare le persone nel proprio paese devastato da anni di guerra e tutt’ora in conflitto". Spiega come per i giornalisti africani sia difficile fare il proprio mestiere costretti spesso alla povertà, alla mancanza di mezzi tecnologici e con le continue minacce di morte ricevute. Chouchou spiega che questo riconoscimento è importante perché spesso i giornalisti africani temono di ‘gridare’ nel deserto. Poi approfitta del pubblico di/e Internazionale per lanciare un grido d’allarme e il sostegno affinché Congo, Uganda e Rwanda trovino una soluzione ragionevole per la conclusione del conflitto. Chouchou, fasciata nell’elegante abito tradizionale da cerimonia, conclude il suo intervento ricordando i giornalisti di tutto il mondo dove la libertà di informazione è minacciata.

04-10-2013 - visite: 13128

Credits

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