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Oct 10 2013

La tavola rotonda col vescovo, il sindaco e il rettore di Unife

Il dibattito sulla movida? Lo vince la noia

di Matteo Rubbini

Buoni propositi e provocazioni, ma niente di più

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Quella che vi stiamo per raccontare è la storia del classico appuntamento colmo di aspettative e che invece alla fine riserva poco da raccontare. Argomento: La movida ferrarese. Intervengono: le alte autorità cittadine. Scopo: dialogare con gli studenti. Località: Aula Magna di Giurisprudenza, Ferrara. Meglio rinfrescare la memoria: ricordate le sprezzanti dichiarazioni dell’arcivescovo Luigi Negri dello scorso luglio? Dalle colonne di un noto quotidiano locale il prelato aveva parlato di “atteggiamenti orgiastici” e di “postribolo” riferendosi ai mercoledì sera in piazza.

Le dichiarazioni di monsignor Negri contribuirono a sollevare il più classico dei polveroni, ma anche a stimolare un dibattito in città. A seguito delle numerose proteste, dichiarazioni e atti di ribellione da parte delle parti prese in causa, il Comune, insieme all’Università di Ferrara e alla curia Ferrarese ha deciso di incontrare gli studenti per chiarire, una volta per tutte, il problema di incomprensione culturale-generazionale che, nell’estate del 2013, ha scatenato la cosiddetta Postribolo Night. Quindi cosa è successo tra le mura della Facoltà di Giurisprudenza? Appena entrati si notano subito i volantini che tanto ricordano gli incontri di wrestling con, all'interno, le tre facce dei protagonisti poste una accanto all'altra come ai tempi d'oro di Eddie Guerrero, Brock Lesnar e Undertaker. Se ne era parlato come la battuta conclusiva dello scandalo sollevato da Monsignor Luigi Negri alle porte di luglio ma, dopo il dibattito si ha la sensazione che resti ancora parecchia strada da fare.

Arbitro della contesa Stefano Scansani, direttore della Nuova Ferrara: ai suoi lati il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani, il vescovo appunto, il rettore dell'università di Ferrara Pasquale Nappi ed il rappresentante degli studenti Alessandro Balboni. Come nei migliori incontri di boxe, il risultato è stato pressoché questo: Negri attacca ricordando di aver cercato di evitare un incontro di questo genere ripetendo le parole che si erano spese anche nei mesi precedenti, cioè della movida come un movimento dannoso dal punto di vista della salute dei partecipanti e dell'ordine pubblico. In bilico tra l'affermazione e la battuta, afferma la necessità di interpellare l'esercito. Considerata l'impotenza delle amministrazioni locali, il vescovo propone di scavalcarle e di far appello direttamente a Roma. Subito dopo interviene Tagliani che amplia il problema ad un concetto culturale: in sintesi, il primo cittadino fa notare che non si può soltanto aumentare la vigilanza o porre più contenitori per rifiuti, ma occorre sviluppare una coscienza comunitaria che impedisca la perpetuazione di tali atti.

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“Il dibattito sulla movida mi annoia – butta lì Pasquale Nappi, rettore dell'università ferrarese -in quanto toglie spazio a quanto di buono l'università fa. È mortificante”. Gli applausi non tardano. Nappi continua affermando che non è quella la sede per risolvere il problema, perché essendo un problema sociale, necessita di altri esperti, gli attori in ballo non sono sufficienti. La cosa da fare, secondo il rettore, è identificare la causa, perché in caso contrario ,anche in una ipotetica chiusura del centro storico il problema semplicemente cambierebbe luogo. Finalmente voce a Balboni, rappresentante degli studenti che, tralasciando qualche simpatizzante per il vescovo, piaccia o meno, gioca in casa: ricorda i risultati positivi del Postribolo party, fatto per dimostrare che un’autogestione decorosa della piazza è possibile. Riscuote uno dei pochi applausi della giornata quando parla di volanti in Piazza Ariostea ma nessuna nei luoghi in cui sono davvero necessarie, una su tutte la zona del Grattacielo. Non solo: Balboni riprende le parole di Negri affermando che l'esercito sarebbe sì necessario, ma non in centro, quanto nelle zone maggiormente degradate della città.

Gli ultimi quindici minuti sono destinati agli interventi degli spettatori che si dimostrano sterili e più simili a soliloqui per non dire vaniloqui. Un intervento però, si dimostra significativo: “A noi ragazzi hanno lasciato quindici minuti su oltre due ore di discussione. Questo è lo spazio concesso ai giovani”. La questione movida, nata in piena estate, si inoltra anche in autunno con la prospettiva di una soluzione ancora molto lontana.



Le foto utilizzate in questo articolo sono di Nicola Zanarini.

Scritto da: Matteo Rubbini

Data: 10-10-2013

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