Il prossimo scoop

di Klejdia Lazri, del 16-10-2013
L’ultimo evento del Festival di Internazionale, con la presenza del direttore Giovanni de Mauro, torna a soffermarsi sul tema del giornalismo, in questo caso quello investigativo. Si apre col confronto tra i diversi approcci di due importanti testate: “Le Monde”, che vanta settant’anni di storia giornalistica su carta, e il più recente Pro Publica, proiettato verso la dimensione online. Natalie Nougayrède commenta la sua lunga carriera dicendo che essere un riferimento richiede un duro lavoro, ma bisogna saper affermare di esserlo senza alcuna arroganza. Stephen Engelberg invece racconta di come il data journalism abbia permesso per la prima volta in America ai pazienti di controllare su internet i compensi ricevuti dai medici da parte delle compagnie farmaceutiche per vendere i loro prodotti. Marino Sinibaldi chiede come vengano scelti i temi da affrontare su Pro Publica e Stephen afferma che si cerca di produrre un giornalismo che possa creare un cambiamento, ma è difficile stabilire in anticipo quale sarà la storia che riuscirà a farlo. Per Natalie la priorità del giornalismo è essere testimoni in prima persona di ciò che accade, scegliendo di avere il giusto coraggio per andare anche dove non si è ben accetti.

Parlando poi del tema principale del dibattito, entrambi sostengono che le notizie relative al caso Snowden vengono centellinate, per dare il tempo ai lettori di comprendere le novità. In realtà a tal proposito c’è un’enorme quantità di informazioni che non sono ancora state rivelate. L’aspetto più importante, che fa comprendere l’attuale approccio dei giornali di tutto il mondo davanti a un tema che tocca in modo così rilevante la libertà d’informazione, è la rete di solidarietà emersa dopo il caso Wikileaks. Molte redazioni si sono messe d’accordo per passarsi tutte le notizie rilevate in modo che, anche davanti all’eventuale distruzione di alcuni computer (come è successo nel caso del Guardian), i dati non vengano persi. La grande eco di Wikileaks ha raggiunto anche la Tunisia, dove si è scoperto il sistema estremamente corrotto del governo che ha dato il via alla sequenza di eventi che hanno generato la primavera araba.

Per quanto riguarda il futuro del giornalismo, quello di qualità ha un prezzo e continuerà ad averlo, pur essendo accessibile online. E’ importante per una redazione difendere la propria libertà editoriale e ribadire la propria indipendenza, con spirito etico e con impegno nel mantenere la fiducia dei lettori, che si conquista giorno dopo giorno. Insomma, in una situazione così complessa, cosa si sentono di consigliare ai giovani che vogliono diventare giornalisti?
Per Natalie bisogna seguire la propria curiosità, osservare le persone e restare in contatto con la realtà, soprattutto per come viene percepita dagli altri. E, come Stephen aggiunge, “se vuoi fare un lavoro dove tutto può cambiare ogni giorno, fare il reporter permette una vita fantastica.”

16-10-2013 - visite: 14036

Credits

Supplemento speciale ad Occhiaperti.net, magazine per i giovani del Comune di Ferrara

Coordinatore editoriale
Fausto Pagliarini

Collaborano
Giulia Cabianca, Francesca De Luca, Eleonora Fiorelli, Edoardo Gandini, Federica Gasparretti, Elisa Greco, Klejdia Lazri, Pasquale Matarazzo, Alessandro Orlandin, Matteo Pernini, Giorgia Pizzirani, Chiara Ricchiuti, Matteo Rubbini, Grazia Russo, Antonio Vergoni, Licia Vignotto, Giulia Zappaterra.

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