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X Men 2
Il Ritorno dei Mutanti
Il nuovo film di Bryan Singer...
testo alternativoAvevamo lasciato Magneto chiuso in una prigione di plastica e vetro, per impedirgli di evadere muovendo i metalli con il pensiero. Il professor Xavier era a capo di una scuola per mutanti e Wolverine cercava ancora il suo passato. In questo secondo episodio della saga molti nodi verranno al pettine, si troveranno nuovi nemici, si faranno nuove alleanze disattese nel passare di un secondo. Insomma si ripropone la trama classica di un sequel: l’aumento delle circostanze in gioco, che raramente si traduce in un aumento di divertimento. X2 non sfugge a queste considerazioni, annoia profondamente uno spettatore poco più che attento, telefona i colpi di scena con largo anticipo, facendo si che il tredicenne medio americano riesca a comprendere appieno i meccanismi innescati dalla trama. Inoltre la grafica digitale non sembra essere all’altezza di un prodotto di tal nome. Certo, alcune scene, come quella iniziale che vede coinvolto il nuovo mutante Night Crowler è piuttosto avvincente, ma è un’impennata che non si ripeterà più per tutto il film.
I puristi del pop corn movie potrebbero obiettare che il primo capitolo si perdeva in una serie di considerazioni filosofico – politiche inutili ai fini del divertimento, ma almeno davano al lungometraggio una certa complessità, qui totalmente eliminata. Seppur i grandi Patrick Steward e Ian McKellan ci mettano del loro per dare credibilità al tutto, nemmeno il fascino magnetico degli splendidi vecchietti è in grado di sorreggere una sceneggiatura raffazzonata e instabile.
In tutto questo gioco pesa poi la necessità di ampliare le parti di Halle Barry e di Rebecca Romijn Stamos, divenute stelle dopo il primo episodio e che necessitavano di un minutaggio attivo superiore.
Il sentimento principale che si prova durante il film è la noia, ed è un vero peccato che un regista che aveva promesso moltissimo come Bryan Singer, indimenticato autore dell’imprescindibile noir I Soliti Sospetti, sia coinvolto in una operazione che pare fallire anche il puro intrattenimento.
Film che può essere curioso per gli appassionati del fumetto, che avranno la possibilità di vedere su grande schermo i loro eroi, ma che, sia sotto il profilo spettacolare delude, non riuscendo a creare tensione o aspettative dal lato dello sviluppo narrativo. Si riduce anche di spessore, rispetto al primo episodio, il tono umoristico molto caro al personaggio interpretato da Hugh Jackman, il reduce di guerra Logan, anche in quest’episodio cardine delle vicende.
Le nostre speranze sono rivolte a Singer, che possa al più presto abbandonare una saga che rischia di renderlo schiavo, per volare a quote più alte, quote che i suoi film precedenti avevano fatto intravedere e che poi non sono più state scalate.

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