LIVE \ in concerto al Renfe di Ferrara

Children of the Damned + Paul Di' Anno

di Ilaria Battistella
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locandina concerto Children of the damned + Paul Di' AnnoIeri sera (06/05/03), accompagnata dal mio fido chitarrista e dalla sua dolce ed oscura metà, ho presenziato ad un bel concertone heavy al Renfe di Ferrara: sul palco la cover band italiana ufficiale degli Iron Maiden, i Children of the damned. Ospite specialissimo della serata l’ uomo che è stato il primo frontman degli Iron Maiden a cavallo tra gli anni ’70- ‘80, Mr. Paul Di’ Anno, che si fa attendere anche un bel po’!
Purtroppo sono riuscita ad arrivare in ritardo e quindi mi sono persa il primo gruppo che si è esibito, i Muppets' suicide, del quale ho potuto sentire solo poche cover dei Guns ’N Roses, che però ho decisamente apprezzato.
I Children of the damned (Luca Pancaldi voce, Matteo Panzavolta basso, Carlo Micheletti chitarra, Luke Fortini chitarra e Gianluca Calanca batteria) mi hanno lasciato piacevolmente sorpresa infatti non avevo ancora avuto occasione di assistere ad un loro concerto. Ho potuto così appurare tutta la grinta dell’ esibizione, potenziata anche dalla scelta dei pezzi, tra i più famosi della “vergine di ferro”, tra cui Iron Maiden, Phantom of the opera, The clairvoyant, The number of the beast, The Trooper, Powerslave, 2 minutes to midnight, The wickerman, Wrathchild, Ghost of the navigator, You' re time will come, Remember tomorrow e Fear of the dark (che tutti i metallari presenti hanno cantato in coro…proprio come nella stupenda versione live!).
L’ abilità tecnica ed espressiva del cantante mi ha sconvolto (anche perchè ho scoperto che è un autodidatta!): preciso, potente…è stato migliore dello stesso Paul, che ho trovato un po’ invecchiato, ma sempre simpatico e pronto alla battuta ed alle bad words, anche in italiano!
A fine concerto sono state immancabili le foto e gli autografi a Paul: una lunga fila di capelloni infatti bloccava l'uscita dal locale...
In conclusione una grande esibizione, che ha saputo scatenare le chiome dei numerosi headbangers presenti: pubblico caldo e disposto al dialogo con i musicisti, che da parte loro si sono mostrati simpatici e di buona presenza scenica. Collaborazione da entrambe le parti, concerto più che riuscito se l’intenzione era quella della cover band, ovvero di far rivivere con forza ed emozione i successi dei loro beniamini.
Consigliati per i fan degli assoli di chitarra o semplicemente per chi ha voglia di una serata divertente, o di scatenare un po’ la sua testolina.







01-02-2006 - visite: 9986

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